LE MISURE
TRIESTE Il Friuli Venezia Giulia diventa il laboratorio d'Italia: sarà

Venerdì 26 Novembre 2021

LE MISURE
TRIESTE Il Friuli Venezia Giulia diventa il laboratorio d'Italia: sarà la prima regione a sperimentare sul campo il super Green pass, cioè il lockdown mascherato che andrà a colpire i no-vax di tutto il Paese dal 6 dicembre. Nel lembo estremo del Nordest, invece, si parte prima: da lunedì per i non vaccinati sarà tolleranza zero, così come (quasi) a zero sarà ridotta la loro possibilità di avere ancora una vita sociale pubblica.
L'accelerazione rispetto all'iter nazionale è possibile grazie al placet del governo dopo l'insistente richiesta del presidente regionale Fedriga. Ed è stata possibile perché sempre da lunedì il Friuli Venezia Giulia sarà la prima regione (oltre alla provincia autonoma di Bolzano) a finire in zona gialla.
LA SVOLTA
Terapie intensive occupate al 16 per cento (quindi al di là anche del limite fissato per la zona arancione), Medicine piene al 19,5 per cento. Incidenza che secondo l'Istituto superiore di sanità raggiunge i 288 casi (sintomatici) su 100mila abitanti. Il passaggio in zona gialla da lunedì era già scontato e diventerà ufficiale oggi, con l'ordinanza del ministero della Salute. La regione dei cortei no-vax, dei pochi vaccinati e del confine-colabrodo con la Slovenia, è ufficialmente malata. E cambia colore per la prima volta da maggio. Il rischio, però, era quello di affrontare il giallo vecchio, cioè quello senza distinzioni tra vaccinati e non, dal momento che la stretta del governo sarebbe entrata in vigore solamente dal 6 dicembre.
Sono state ore di lavoro, quelle del presidente Fedriga. Una linea diretta con Roma, telefonate su telefonate per capire come evitare di dover chiudere le discoteche, limitare le capienze, costringere bar e ristoranti a far sedere al massimo quattro persone al tavolo. Il Fvg per ore è rimasto in una zona grigia dal punto di vista normativo. Poi la svolta: il governo ha dato l'ok all'anticipo delle norme contenute nel decreto licenziato mercoledì dal Consiglio dei ministri.
LE REGOLE
Da lunedì, i cittadini vaccinati e guariti del Fvg avranno un solo obbligo in più rispetto al quadro delineato dalla zona bianca: l'uso della mascherina anche all'aperto, che resta esteso a tutti senza distinzioni. Potranno invece andare al ristorante anche in gruppi composti da più di quattro persone, non avranno limiti di capienza allo stadio, al cinema, a teatro. E le discoteche per loro rimarranno aperte. Per salire su autobus e treni, invece, scatterà l'obbligo di avere almeno il tampone negativo. I non vaccinati, cioè quasi 200mila persone in tutta la regione, resteranno tagliati fuori dalla maggior parte delle attività sociali. Potranno lavorare (con il Green pass standard, quello che prevede il tampone negativo) ma niente bar, ristoranti al chiuso, cinema, cultura, partite allo stadio. Le Prefetture nelle prossime ore si riuniranno per potenziare i controlli, anche se alcuni settori - come quello dei trasporti - lamentano già la sostanziale impossibilità di garantire una sorveglianza su tutti i mezzi. Per quanto riguarda invece l'obbligo vaccinale in capo a militari, forze dell'ordine e personale scolastico, la scadenza resta anche in Fvg quella della metà del mese prossimo. In questo campo nessuna accelerazione. La missione di Fedriga era solo quella di evitare limiti generalizzati durante la settimana ponte in attesa dell'entrata in vigore della stretta nazionale.
IL QUADRO
Intanto in regione il virus continua a correre. Ieri altri 845 contagi e quattro morti. Secondo l'Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, il Fvg è diventato di colore rosso scuro. Pesa l'incidenza dei contagi particolarmente alta negli ultimi 14 giorni, cioè pari o superiore ai 500 casi ogni 100mila abitanti. In rosso scuro anche la provincia di Bolzano, che infatti finisce in giallo secondo la classificazione nazionale.
I NO-VAX
Non si placa infine l'escalation di violenza (per ora solo verbale) del fronte no-vax regionale. Ieri sulle pareti esterne di un'abitazione di Osoppo (Udine) sono comparse scritte minacciose indirizzate alle forze dell'ordine e al presidente regionale Massimiliano Fedriga. Unanime la condanna del mondo politico locale.
Marco Agrusti
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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