LA TRAGEDIA
VAL DI ZOLDO (BELLUNO) Dopo 18 giorni con il fiato sospeso la montagna

Martedì 14 Settembre 2021
LA TRAGEDIA VAL DI ZOLDO (BELLUNO) Dopo 18 giorni con il fiato sospeso la montagna

LA TRAGEDIA
VAL DI ZOLDO (BELLUNO) Dopo 18 giorni con il fiato sospeso la montagna bellunese ha restituito il corpo senza vita di Federico Lugato. Si trovava a 100 metri da un sentiero, in località Monte San Sebastiano, che i soccorsi avevano già setacciato in lungo e in largo senza trovare alcun indizio. Il 39enne mestrino, residente a Milano, era scomparso giovedì 26 agosto nella zona di Pralongo in Val di Zoldo dopo essere uscito per una passeggiata. Da quel momento si era messa in moto una macchina gigantesca composta da uomini, cani, droni, elicotteri, tecnici informatici. Tutti guidati da un unico obiettivo: ritrovare Federico.
LA SCOPERTA
Ci è riuscito, ieri mattina, il soccorso alpino della guardia di finanza presente sul posto con le unità cinofile della stazione di Passo Rolle, del Centro di addestramento Scuola alpina e della stazione di Auronzo di Cadore. Una ricognizione voluta dal prefetto di Belluno, Mariano Savastano, dopo una settimana di ricerche sospese. Le unità cinofile, specializzate nella ricerca di corpi e tracce ematiche, hanno battuto di nuovo tutta la zona finché verso le 12 uno dei cani non ha fiutato qualcosa. Le fiamme gialle si sono calate dal sentiero, lungo un dirupo di roccia e fitta vegetazione, e hanno trovato il corpo senza vita del 39enne che è stato poi recuperato dall'eliambulanza del Suem 118.
L'INCUBO
È la fine di un incubo, soprattutto per la moglie Elena Panciera. Di una persona scomparsa, infatti, viene dichiarata la morte presunta soltanto dopo 10 anni. «Fino a quando ne avrò 48 aveva raccontato la donna sui social ogni mia azione amministrativa, burocratica e legale mi riporterà a questa vicenda». Ieri mattina, a poche ore dalla seconda riunione in Prefettura (che avrebbe probabilmente dichiarato la fine delle ricerche), la questione è stata chiusa.
GIORNI DI RICERCHE
Federico Lugato si era allontanato da casa la mattina del 26 agosto. Le telecamere di video-sorveglianza cittadine avevano inquadrato la sua auto verso le 7.50 a Forno di Zoldo. Dieci minuti dopo il parcheggio a Pralongo. Il 39enne si era incamminato lungo un giro ad anello di una decina di chilometri conosciuto come il percorso Bivacco Baita-Angelini ed era scomparso nel nulla. È stata la moglie Elena a dare l'allarme e a svegliare il web con numerosi appelli rivolti a persone che potessero aiutare nelle ricerche. E ne sono arrivati davvero tanti da tutto il nord Italia. Alcuni hanno rinunciato alle loro ferie per raggiungere la Val di Zoldo e dare una mano. I video-messaggi di Elena sono stati ripresi da Lapo Elkann, Selvaggia Lucarelli, Clio-Makeup e Mauro Corona. Un tam-tam virtuale che ha fatto esplodere la storia ovunque permettendo alla moglie di Federico Lugato di raccogliere migliaia di euro in pochi giorni al fine di continuare le ricerche e pagare vitto e alloggio ai volontari. Dopo la raccolta fondi su Facebook, è stato aperto un conto indirizzato al soccorso alpino riuscendo a raggiungere la somma di 30mila euro (in totale). Nonostante l'aiuto prezioso di tutti i volontari civili, e oltre 500 soccorritori ufficiali che sono scesi in campo per giorni, l'esito delle ricerche è sempre stato negativo. Nessuna impronta, nessun cappellino o zainetto trovato per terra.
LE INDAGINI
Le celle telefoniche, a cui si era agganciato il telefono del 39enne, restituivano un'area, quella in cui si era incamminato, ma troppo vasta. Così una settimana fa, dopo un vertice in Prefettura, si è deciso di sospendere le attività. Quello di ieri è stato un ultimo disperato tentativo di ritrovare il corpo di Federico. Le unità cinofile della guardia di finanza hanno setacciato i boschi e questa volta hanno fiutato una traccia che le ha portate dritte dal 39enne mettendo così fine a una storia che rischiava di non finire più. Tutti gli indizi fanno pensare ad un incidente: un balzo di sotto di 50 metri tra roccia e vegetazione. Il medico ha riscontrato segni compatibili con traumi da caduta. La salma è a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Davide Piol
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