L'introduzione della certificazione verde rafforzata nei bar non spaventa gli esercenti

Venerdì 26 Novembre 2021

L'introduzione della certificazione verde rafforzata nei bar non spaventa gli esercenti veneziani. A spiegare che il cambiamento, cioè il prezzo da pagare per tenere aperto, vale la pena, è Ernesto Pancin, direttore della locale Aepe (Associazione degli esercenti pubblici veneziani). L'esponente della categoria rimarca una premessa: «I cambiamenti non sono molti, se non il fatto che questa novità è dettata da una maggiore preoccupazione perché non ci possiamo più permettere di chiudere». Quindi Pancin entra nel vivo del tema: «Per quello che riguarda i bar, anche questa ulteriore stretta sulle misure è vista come una regola che se da un lato può creare può creare qualche piccolo problema, dall'altro ci permette di passare il Natale lavorando e divertendoci, potendo frequentare i locali e i luoghi che lo scorso anno erano proibiti».
Le difficoltà operative sono marginali rispetto ai benefici del poter tenere aperto al chiuso. Anche perché Venezia, città che offre molto dal punto di vista del plateatico, d'inverno rischierebbe qualche difficoltà, dato che il meteo non è sempre clemente. Per questo motivo, Pancin smorza qualsiasi tipo di tensione: «Dal punto di vista operativo la verifica rimane tale e quale, quella che già avviene oggi, solo che non sarà più valido il tampone. Servirà una ulteriore attenzione da parte dei gestori nel verificare chi entri. Ma è un piccolo sforzo in più alla luce del fatto che consente di continuare a vivere nella normalità». L'associazione di categoria si è già mossa, senza perdere tempo. Non appena sono arrivate le linee guida, queste sono state trasmesse agli iscritti: «Abbiamo inviato a tutti i soci il vademecum e le regole di questo nuovo green pass rafforzato. Proprio perché desideriamo dipanare qualsiasi tipo di dubbio su interpretazione e applicazione delle regole». E la risposta da parte degli esercenti è stata positiva: «Abbiamo ricevuto poche chiamate, ma nessuna di protesta, solo la richiesta di leggeri chiarimenti». Pancin offre un'ulteriore considerazione: «Noi adesso siamo in zona bianca e vogliamo restarci. È proprio per rimanere in piena libertà come il momento attuale, che tutti hanno dato segno di voler applicare in maniera rigorosa quanto è stato deliberato». Da ultimo, l'Aepe fa sapere che nonostante ci sia poco tempo, gli esercenti sono pronti.
Tomaso Borzomì
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