L'ex commissario straordinario ritornato in Laguna

Sabato 12 Gennaio 2019
MESTRE Una carriera vissuta negli alti apparati dello Stato, dal Viminale al Quirinale, negli anni romani del suo apprendistato, fino alla guide degli uffici territoriali del Governo di mezzo Nordest. Vittorio Zappalorto, 62 anni, originario di Treviso, è chiamato in causa per il suo ruolo di Prefetto di Gorizia, incarico ricoperto per due anni, dal 2013 al 2015. Nel frattempo, ai primi di luglio del 2014, in seguito al terremoto giudiziario legato all'inchiesta per le tangenti sul Mose di Venezia, e alle dimissioni dell'allora sindaco Giorgio Orsoni, viene nominato commissario straordinario del Comune di Venezia. Un ruolo delicato, con il Comune alle prese con un deficit di decine di milioni, che Zappalorto interpreta con piglio decisionista, firmando provvedimenti che dividono la città. Come quelli per arginare il turismo di massa (con la delibera per silenziare i trolley degli ospiti o per vietare canoe e kayak lungo i canali) o per riqualificare aree degradate di Marghera.
IL RITORNO
Ma il suo lavoro viene apprezzato, dato che nel 2015, dopo l'elezione di Luigi Brugnaro a sindaco, Zappalorto viene nominato prefetto di Udine - dove torna a occuparsi di profughi - per tornare l'estate scorsa a Venezia, ma come prefetto. Un ritorno salutato con favore dalla nuova amministrazione comunale ma anche dal presidente della Regione Luca Zaia. Dall'ufficio di Ca' Corner Zappalorto è chiamato, fra l'altro, a completare il lavoro del suo predecessore Carlo Boffi nello svuotamento e nella successiva chiusura del centro per migranti di Cona.(a.fra.)
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