L'attacco di Marchi: «Trasporto aereo ignorato dal Pnrr»

Venerdì 26 Novembre 2021

LA SFIDA
VENEZIA Infrastrutture, Nordest cruciale per il rilancio dell'Italia ma il presidente di Save Enrico Marchi lancia un allarme: «Trasporto aereo completamente ignorato dal Pnrr».
Il piano nazionale di sviluppo messo a punto dal governo prevede 191,5 miliardi di investimenti entro il 2026. Una decina sono per le reti ferroviarie del Nordest, dove arriveranno anche fondi per la mobilità sostenibile, la rete idrica, i porti (230 milioni in Veneto, 450 milioni in Friuli Venezia Giulia), rigenerazione urbana. «Ma altri saranno a disposizione per le strade provinciali, nel solo Veneto 194 milioni alla rete e quasi 76 milioni per ponti e viadotti», dettaglia Giuliano Colangeli del Ministero delle Infrastrutture. «Le infrastrutture da realizzare e su cui puntare siano poche, mirate ed incisive per lo sviluppo delle imprese. Si utilizzi il lavoro che la Regione ha svolto con il nuovo Piano regionale dei trasporti e si valorizzi una buona volta, e per davvero, la logistica», chiede Alessandro Banzato (Confindustria Veneto). Enrico Marchi, presidente di Save (la società che gestisce gli scali di Venezia, Treviso, Verona e Brescia) attacca: «Il Pnrr trascura completamente il sistema del trasporto aereo: mi ha amareggiato sentire dal Ministro che non ci sono fondi per gli aeroporti perché investire su questi asset va contro l'ambiente e nella direzione opposta alla riduzione delle emissioni». Marchi tuttavia spera «che si possa ancora rientrare nel Pnrr», in particolare per la bretella di collegamento ferroviario tra l'aeroporto «Marco Polo» di Venezia e la linea Venezia-Trieste. «Il fatto che Vincenzo Macello, della direzione operativa infrastrutture, non abbia nemmeno citato l'opera - l'allarme di Marchi, che dal canto suo ha elencato gli obiettivi di Save su emissioni inquinanti, energia sostenibile, con un progetto specifico per l'idrogeno come motore per i trasporti dello scalo ma anche, in futuro, per gli aerei, in partnership con Snam - mi rende un po' meno ottimista perché temo che essa non sia al centro dei pensieri del ministero». Macello lo tranquillizza subito: il collegamento «rientra fra quelli finanziati dal Pnrr» e che il ministero «conta di lanciare la gara d'appalto entro l'inizio del 2022 in modo da poter realizzare l'opera da 475 milioni entro il 2026. Entro il 2023 Rfi realizzerà opere per 1,7 miliardi nel Nordest, 2,1 miliardi il valore delle opere progettate per quella data con 1,5 miliardi di altre attività. Entro il 2026 contiamo di realizzare circa 300 chilometri di linee ferroviarie aggiuntive grazie nel Triveneto». In totale gli investimenti nel ferro per l'area arrivano a 28 miliardi (9,9 da Pnrr). Anche il Porto di Venezia accelera. «Verso l'inizio di dicembre arriverà il nostro piano operativo triennale - annuncia il presidente Fulvio Lino Di Blasio - che prevede anche nuovi collegamenti con rete viaria e ferrovia. Si tratta di investimenti per circa 1 miliardo. Ma c'è anche un progetto per mobilità green ed efficienza energetica da 26 milioni. Ora vogliamo collaborare con altri soggetti per integrare e pianificare gli interventi».
PROGETTO DILORE
«Il Nordest è un nodo logistico strategico - sottolinea il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro - e il Pnrr è una macchina complessa e articolata, che deve vedere coinvolti province e territori, anche per sviluppare il suo contenuto green». E anche i 4 interporti: Quadrante Europa Verona; Padova; Rovigo e Portogruaro, che supportano filiere come legno-arredo, automotive, moda, agro-industria. «Una trama estesa ed importante, che purtroppo paga lo scotto di non dialogare in modo continuo e strutturato - ricorda Banzato -. Confindustria chiede fin da ora di essere presente nei tavoli di lavoro che il Ministero e la Regione prevederanno nei prossimi mesi. A questo proposito puntiamo a dar vita ad una proposta progettuale di digitalizzazione per la logistica resiliente (DiLoRe) che ha come obiettivo quello di riorganizzare i processi logistici con la creazione di una rete di fornitura digitalizzata, tracciata e visibile, con una forte attenzione anche per i canali di vendita e-commerce e per la sicurezza sanitaria dei prodotti. Un progetto che mettiamo a disposizione del Ministero e della Regione».
Maurizio Crema
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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