L'ANALISI
VENEZIA Dopo il Friuli Venezia Giulia, che da lunedì passerà

Sabato 27 Novembre 2021

L'ANALISI
VENEZIA Dopo il Friuli Venezia Giulia, che da lunedì passerà in giallo (Bolzano invece rimane in fascia bianca), i riflettori si accendono sul Veneto, unica Regione di tutta Italia classificata a rischio alto sulla base dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia riportati dall'Istituto superiore di sanità. Tutte le altre Regioni sono a rischio moderato, tranne Puglia e Basilicata a rischIo basso e la Lombardia a rischio moderato ma con alta probabilità di progressione. Vuol dire che anche il Veneto sarà declassato dal bianco al giallo? È vero che i contagi sono tanti - anche ieri oltre 2mila nuovi casi - e che da Palazzo Balbi continuano ad arrivare inviti alla popolazione a rispettare le fondamentali regole dettate dalla pandemia (distanziamento sociale, mascherina, igienizzazione delle mani) e a vaccinarsi, ma la classificazione del rischio alto è determinato da un fattore tutto sommato di poco conto: il contact tracing. La soglia minima per il tracciamento dei positivi è stata fissata al 90%, il Veneto è all'89%. Il motivo? Ci sono tanti casi positivi - spiegano in Regione - ed essendo poi in zona bianca non ci sono le limitazioni dei mesi scorsi, tutte le attività sono aperte e così le indagini epidemiologiche sono più complesse, senza contare che bisogna tenere sotto controllo le scuole. «Comunque non è un allarme - rassicurano in Regione - le Ulss stanno già recuperando». E anche se è aumentata la pressione ospedaliera, non si sono superati i limiti: l'occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è al 7% contro il tetto del 10%, quella delle aree mediche all'8% contro il tetto del 15%. Quindi, il Veneto resta (per ora) in fascia bianca.
I CONTAGI
I numeri dei contagi - 2.036 nelle ultime 24 ore rilevati in Veneto a fronte di 20.815 tamponi molecolari e 70.633 test antigenici - devono però far tenere alta la guardia. Secondo le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr, ad alimentare l'alto numero di casi nel Nordest del Paese, dove si concentrano le 20 province con l'incidenza più elevata, sarebbero fenomeni sistematici come i flussi di persone in ingresso dalle frontiere combinati con fattori casuali, come con gli assembramenti di massa. Fatto sta che tra le province con i valori di incidenza più alti ci sono tutte e quattro quelle del Friuli, le due del Trentino Alto Adige, sei delle sette province venete (manca Verona, che è quella più a ovest). Il valore più grande dell'incidenza è a Trieste.
LA PROFILASSI
Sebastiani rileva che grazie ai vaccini possiamo limitare il numero di casi gravi e decessi, ma con alti valori dell'incidenza aumenta il rischio dello sviluppo di nuove varianti che potrebbero essere insensibili ai vaccini correnti, come sembra stia accadendo ora con la nuova recente variante sudafricana. L'invito a vaccinarsi sembra comunque essere stato colto dalla popolazione. Nella giornata di giovedì in Veneto si è registrato un leggero passo in avanti delle prime dosi di vaccino anti-Covid, probabile effetto della prossima entrata in vigore del Super Green pass. Su 24.757 dosi inoculate nelle ultime 24 ore le somministrazioni a persone che non si erano mai presentate in un centro vaccinale sono state 1.807 e questo dopo giorni di stagnazione poco sopra le 1.000 inoculazioni. Sia Padova che Venezia segnalano un sensibile aumento. Impennata delle terze dosi, ben 21.010, per un totale che ora ha raggiunto le 384.842. Dato di poco difforme rispetto a quelle somministrate alla sola popolazione residente, 379.812 (7,8% degli abitanti). Da quando è iniziata la campagna sanitaria in Veneto sono state somministrate 7.628.263 dosi. Il tasso di popolazione che ha completato il ciclo primario (prima e seconda dose) è del 75,6%, che sale all'83,9% se si considera la popolazione vaccinabile, cioè con più di 12 anni.
Alda Vanzan
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