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Il sito della Liga che oscura Zaia: bufera nel partito, esplode l'ira di Salvini

Venerdì 16 Aprile 2021 di Paolo Calia
Matteo Salvini e Luca Zaia

VENEZIA - Si è mosso anche Matteo Salvini, a dir poco irritato non solo per quello che ha letto su il Gazzettino a proposito del sito della Liga Veneta, ma anche per il fatto che la divisione interna al movimento sia arrivata all'esterno con tanto clamore ed evidenza. E si sono interrogati anche tanti militanti, quantomeno sconcertati da quella che appare a tutti gli effetti una manovra per arginare la visibilità del presidente della Regione Luca Zaia e della sua giunta, a favore dei deputati di fede più salviniana. Insomma, il caso del sito ufficiale della Liga Veneta che, da mesi, si dimentica di pubblicare e dare spazio a notizie sull'attività del governatore e degli assessori veneti, ha creato tanti malumori e tensioni nella Lega. Non solo veneta. La gestione così partigiana del sito ha fatto emergere con forza una contrapposizione interna al partito. E le chat nelle varie provincie si sono riempite di messaggi di fuoco contro il disegno, che a molti appare sempre più evidente, di alcuni settori del partito veneto di contrastare e oscurare il governatore. Per il momento nella gestione del sito della Liga nulla è cambiato: a ieri sera continuava a mantenere l'home page di sempre, con la copertina riservata ai parlamentari salviniani.

LA DIFESA

A tentare di gettare acqua sul fuoco sul caso e a minimizzarela vicenda è Alberto Stefani, commissario regionale leghista (e in quanto tale quindi anche responsabile politico del sito), la figura scelta proprio da Salvini per guidare il partito veneto in una stagione complicata. E la sua è una corsa a minimizzare e a spiegare: «È evidente anche ad un bambino che le notizie sono caricate in ordine cronologico e le ultime cinque, che appaiono a pagina uno, sono dei parlamentari - ribatte - bastava cliccare a pagina 2 e successive per vedere anche quelle delle altre settimane». Ma la spiegazione non regge alla prova dei fatti: perché, come hanno notato numerosi militanti, bisogna andare indietro molte pagine e risalire fino al 3 gennaio per trovare la prima notizia di Zaia. Per quasi quattro mesi silenzio assoluto, anche se il governatore è quotidianamente in prima linea nella lotta al Covid. Ampio spazio invece per i parlamentari salviniani, dai veneziani Alex Bazzarro e Arianna Lazzarini, ai salviniani doc Massimo Bitonci e Franco Manzato. Della squadra di assessori regionali, l'unico a comparire sporadicamente è Roberto Marcato. Del resto non c'è traccia.

LA PRIORITÀ
Ma Stefani ribatte, precisando meglio il meccanismo che c'è alla base della selezione delle notizie, fatta per inciso da un militante veneziano portato nello staff del direttivo regionale da Lorenzo Fontana, il predecessore dell'attuale commissario: «Come sempre è accaduto da due anni a questa parte - sottolinea Stefani - nella webpage sono pubblicate le notizie che vengono spedite, di volta in volta, dal singolo istituzionale senza alcuna contrapposizione. E poi nella pagina Facebook della Liga si trovano aggiornamenti per tutti. Insomma», secondo Stefani «il problema non esiste». Poi, per chiudere la discussione, ecco l'invito a mettere da parte le divisioni: «Le priorità dei veneti in questo momento sono ben altre - sottolinea passando al contrattacco - basta sciocchezze e invenzioni pretestuose, pensiamo a lavorare per la nostra gente su riaperture, aiuti alle imprese e agli enti locali. La Lega in Veneto sta crescendo giorno per giorno e non ha bisogno di polemiche sterili». Ma questo Stefani dovrebbe spiegarlo prima di tutto ai suoi compagni di partito.

Ultimo aggiornamento: 17:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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