IL DELITTO
TREVISO È stata uccisa martedì pomeriggio, nella sua casa,

Giovedì 28 Novembre 2019
IL DELITTO
TREVISO È stata uccisa martedì pomeriggio, nella sua casa, adibita a B&B A Paz, nella città di Sal Rei a Boavista, a Capo Verde. La vittima è Marilena Corrò, 52enne, residente a Treviso e conosciuta in città per aver gestito per 15 anni il B&B Maison Maggy dal nome della secondogenita, la 16enne Margherita. Marilena, una bella donna sempre ben curata, si era trasferita da un anno a Capo Verde. Martedì pomeriggio i vicini hanno sentito delle urla provenire dal residence di Sal Rei dove viveva e hanno avvertito la polizia. Quando le forze dell'ordine sono arrivate hanno trovato la donna, ormai senza vita, all'interno di un serbatoio, una specie di vasca d'acqua di cui sono dotate tutte le case dell'isola.
LA NOTIZIA
Nei siti online è riportata la notizia della morte della trevigiana con dovizia di particolari. Si dice anche che la donna sia stata uccisa a martellate e poi il corpo nascosto nel serbatoio d'acqua. Ma il delegato locale del Consolato italiano di Capo Verde Claudio Morlin lo esclude bollandole come illazioni. Non è un'illazione, invece, il fatto che un italiano, tra i 45 e i 50 anni, trevigiano anche lui, sia stato fermato dalla polizia e sia sotto torchio. E sarebbe stato lui, secondo la pista più accreditata, a uccidere la donna a botte. Sembra che l'uomo gestisse il B&B messo in piedi 15 anni fa dal padre di Marilena Corrò, Luciano. E che i rapporti fossero tesi per questioni di denaro. «Me l'hanno uccisa - si dispera il figlio Filippo straziato dal dolore a Treviso - Comunque tutti conoscevano la persona che ora è sotto torchio in commissariato. Un violento, già allontanato dall'Italia e considerato pericoloso anche là», spiega alludendo all'italiano interrogato in queste ore dalle autorità, un istruttore di kick boxing, volto noto alle forze dell'ordine. Il giudice di Capo Verde si esprimerà questa mattina e potrebbe emettere un fermo nei suoi confronti. Soltanto successivamente il corpo di Marilenà Corrò verrà restituito ai parenti che sono in contatto con Ambasciate e Consolato e già oggi potrebbero giungere nell'isola africana.
IL LUTTO
La donna rimasta sola a 10 giorni dalle nozze con il suo amato Luciano - stesso nome del padre - aveva deciso di voltare pagina e di partire per andare a Capo Verde e ricongiungersi con il padre che, in quell'isola, era conosciuto e stimato. Arrivato una quindicina di anni prima il genitore aveva in principio aperto una fabbrica di hamburger e di lavorazione della carne, aveva messo su casa che poi aveva ingrandito fino a farne un residence con 9 camere che affittava ai turisti. Marilena Corrò aveva lasciato i figli a Treviso. L'uno già impegnato in un'attività lavorativa, l'altra che frequenta ancora il liceo classico. «La vita può ricominciare anche a 50 anni» aveva detto prima di chiudere casa, a Treviso, e ricominciare. Lei che a Treviso non stava ferma un attimo, divisa tra gli impegni di madre, di imprenditrice nel settore del turismo con il B&B che aveva scoperto dopo che gli affari nel settore immobiliare non tiravano più. Appassionata di burraco, e divisa tra amiche e vita sociale. Aveva praticamente applicato la stessa regola anche a Capo Verde: mai un minuto ferma. Per non annoiarsi e allontanare la tristezza. Aveva cominciato con il rimettere in sesto il B&B A Paz. E poi aveva preso a cuore una causa umanitaria - il progetto Raissa - per aiutare una bimba capoverdina malata di distrofia muscolare. Invece a Capo Verde ha trovato la morte. E il figlio Filippo, straziato dal dolore, riesce a dire soltanto: «Non ci credo. Mamma tornerà a casa. È una bomba di vita e non può spegnersi così». Con la voce rotta aggiunge: «L'ho sentita domenica. Mi spiegava le difficoltà del lavoro, non era facile far quadrare i conti del residence. A volte dovevi accettare gli ospiti che ti capitavano». Il figlio non andrà a Capo Verde. «La aspetto qui» dice, mentre la voce si rompe in singhiozzi. Là, nell'isola, c'è il padre 77enne con il quale Marilena Corrò aveva saputo ricostruire un rapporto dopo le ruggini del passato. «Ora per me è un amico, è un uomo colto, grande lettore, con il suo carattere e il peso degli anni. Ma abbiamo saputo ritrovare una sintonia» confermava in un ritratto dedicatole sui social. È lui che sta seguendo queste terribili ore di apprensione. Dove il dolore si sussegue all'ansia e alla speranza che il colpevole venga assicurato alla giustizia.
Valeria Lipparini
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