Giovedì 14 Febbraio 2019, 00:00

Il caso Strasburgo

IL RETROSCENAROMA Non si sarà sentito come Alcide De Gasperi alla conferenza di pace di Parigi («Tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me»), ma anche il premier Giuseppe Conte, al debutto martedì in assemblea plenaria a Strasburgo era consapevole di «entrare in una fossa di leoni». La piega che poi ha preso il dibattito - seppur in un'aula semideserta - ormai è nota.LE CRITICHE Gli insulti scomposti del leader dell'Alde, Guy Verhofstadt che lo ha accusato di essere un «burattino mosso da Salvini e Di Maio»...
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