IL CASO
PADOVA Un attimo di speranza, il lavoro dei dottori, i tentativi, tutto

Sabato 23 Novembre 2019
IL CASO
PADOVA Un attimo di speranza, il lavoro dei dottori, i tentativi, tutto sembra procedere per il meglio, il fiato resta sospeso, poi un nuovo crollo, e si torna punto e da capo. Bisogna ricominciare. Questo è il percorso di Giorgia Kus. La bambina che dal Friuli Venezia Giulia è arrivata all'ospedale Civile di Padova con una malattia sconosciuta. I suoi giorni trascorrono nell'immobilità, è in sedazione profonda dal 13 settembre all'ospedale Civile di Padova. Ma negli ultimi tempi era successo qualcosa: la piccola paziente aveva mosso le mani e i piedi. Può sembrare un dettaglio da poco, ma non lo è. Non lo è per i genitori, per i medici, per gli infermieri. Era il risultato della diminuizione dei farmaci per la sedazione profonda, uno scalaggio lentissimo, durato fino a ieri l'altro, quando uno pneumotorace ha costretto l'équipe di medici che la seguono ad una brusca retromarcia: la piccola è stata sedata di nuovo. Giorgia avrebbe dovuto risvegliarsi fra qualche settimana, ma è tutto rimandato, adesso occorre gestire questa emergenza, l'ennesima.
DIMINUZIONE
La dose di farmaci era stata diminuita con accortezza, era importante che Giorgia non si agitasse, anche perché nel frattempo era stata sottoposta a un processo di pulizia del sangue: un macchinario esterno lo prelevadalla giugulare della paziente, lo depura dall'anidride carbonica e lo reimmette dall'arteria femorale. Perché i polmoni di Giorgia riescono a scambiare ossigeno ma non ce la fanno ad eliminare l'anidride carbonica. Gli organi fondamentali per la respirazione della piccola hanno riportato alcune lesioni, ma a quanto sembra dai primi riscontri i danni non sarebbero irreversibili. I medici speravano di portarla ad un risveglio lento per riuscire a sottoporla a Tac, ma la problematica sorta nel frattempo ha imposto un significativo e doloroso passo indietro.
A vegliare su Giorgia, come sempre, ci sono la mamma Francesca Doretto e il papà William Kus. Loro sono abituati ad aspettare, e a sperare con forza. Francesca e William sono attenti ad ogni piccolo cambiamento e nei giorni scorsi hanno raccontato: «L'abbiamo vista aprire gli occhi - raccontano - ma non ci vede. È come se fosse in dormiveglia, percepisce le voci, e ci riconosce. Quando Giorgia sente che le parliamo, che la chiamiamo per nome, la sua frequenza cardiaca aumenta. Alla nostra bambina batte forte il cuore, sa che siamo con lei». Poi il crollo, ma mai la perdita della speranza: «È sempre così, un giorno sembra andare tutto per il meglio, i dieci successivi no. Ma non molliamo».
E non ci sono solamente Francesca e William, tantissime persone seguono ogni giorno la vicenda di Giorgia sui Social, sulla pagina Facebook La Forza di Giorgia Kus, nella quale i genitori pubblicano informazioni e referti medici. E in molti hanno anche aiutato la coppia economicamente, visto che i genitori hanno lasciato la città dove vivevano per trasferirsi a Padova. Per questo, ma soprattutto per garantire alla figlia eventuali cure specifiche, hanno attivato la Raccolta fondi di Valentina per aiutare Giorgia e la sua mamma, sempre sul Social.
Beatrice Mani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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