Conegliano, il centrodestra si divide e allarga i consensi

Martedì 5 Ottobre 2021

IL PRIMO ROUND
CONEGLIANO (TREVISO) Divide et impera. Dopo essersi spaccato in una velenosa campagna elettorale, il centrodestra moltiplica i propri consensi e si appresta a governare ancora Conegliano, comunque vada tra due settimane. Al secondo turno si sfideranno infatti Piero Garbellotto (Lega, Fratelli d'Italia, Libertà Civica e Popolare: 39%) e Fabio Chies (Forza Italia, Forza Conegliano e Avanti Tutta: 32,11%), lasciando il centrosinistra di Francesca Di Gaspero (Noi Democratici e Progettiamo Conegliano: 24,75%) nell'imbarazzo di scegliere da che parte far pendere l'ago della bilancia.
L'INCREMENTO
Se fosse una partita della sua Imoco Volley, Garbellotto avrebbe vinto il primo set («La partita non è ancora finita»), ma sarebbe molto più teso («Per la Champions sono stato male una settimana»). Abituato a vincere coppe e scudetti, invece, nel giorno del suo primo spoglio l'imprenditore delle botti, sceso sul parquet della politica, si concede una pennichella dopo pranzo, mette la sveglia all'ora in cui si chiudono le urne e raggiunge con calma lo stabilimento della Nicros, azienda dell'amico e candidato Edoardo Piasentin, dove il commissario provinciale leghista Gianangelo Bof sta già seguendo i primi risultati dell'affluenza, che alla fine si attesterà sul 53,81% e cioè due punti sopra la tornata precedente, il dato più alto della provincia di Treviso.
L'incremento viene letto dagli analisti come l'effetto della chiamata alle armi per le truppe del centrodestra, che nel 2017 unitariamente vinse con il 52% in prima battuta, nell'ultimo anno si è diviso malamente e adesso complessivamente totalizza un 68%... che manda al ballottaggio i partiti ex alleati. «Ma in tasca non ho tessere rivendica Garbellotto e su questo ho ricevuto un grande attestato di fiducia da parte di Luca Zaia, a cui mi sento molto vicino. Mi ha detto: scegli tu la squadra e definisci tu il programma, tu corri da sindaco e la responsabilità è tua». Dopo averlo raggiunto nella sede elettorale, il governatore ricambia l'omaggio: «Piero è un mio discepolo, lo ringrazio perché ha fatto un risultato strepitoso, ponendosi da persona del dialogo e dell'inclusione rappresenta un'assoluta novità». Il finalista sorride: «Chi me l'ha fatto fare? Morirò da ottimista, ma sinceramente pensavo che fosse più stancante, invece questa è un'esperienza entusiasmante. Sono pronto a dedicarmi a tempo pieno alla città. L'azienda è presieduta da mio fratello e abbiamo un +34% di fatturato, per cui non devo preoccuparmi. Quanto al club, siamo due presidenti, quindi nessun problema nemmeno lì. Lo dico ben sapendo che c'è un secondo turno da affrontare, ma l'avrei detto anche se fossi rimasto fuori: sarei restato ugualmente in Consiglio comunale».
L'OBIETTIVO
L'altra metà campo è capitanata da Chies, coordinatore provinciale azzurro, l'ingegnere che aveva già fatto i suoi conti: «I sondaggi ci davano all'inseguimento, sapevamo che sarebbe stata una battaglia difficile, per questo è un risultato importante per noi aver centrato l'obiettivo del ballottaggio. Purtroppo abbiamo pagato la spaccatura del centrodestra, voluta da qualcuno: se fossimo stati tutti assieme, avremmo già vinto. Ma ora continuiamo a lavorare, cercando di intercettare tutti i voti che possiamo, forti di un progetto quasi tutto civico. Il centrosinistra? Penso che farebbe fatica ad appoggiare una coalizione di destra».
La portacolori Di Gaspero, giornalista, non si nasconde: «Ci siamo dati tanto da fare e abbiamo sentito un clima di fiducia. Da qui bisogna ripartire, tenendo conto delle forze nuove che abbiamo incrociato per ringiovanire il partito. Certo che al secondo turno ci toccherà una scelta piuttosto imbarazzante: Chies rappresenta l'amministrazione uscente che abbiamo combattuto e Garbellotto vuol dire Zambon cioè il corresponsabile della gestione che contestiamo». Chiamato in causa è Floriano, sindaco moderato-forzista per tre mandati, profondo conoscitore delle dinamiche locali: «Le divisioni del centrodestra lo hanno complessivamente favorito, ma il ballottaggio purtroppo rischia di ridursi a un mercato delle vacche. Non siamo francesi, che fanno gli apparentamenti e li rispettano, qui si fanno i mercanteggiamenti sottobanco, per cui prevedo già un prosieguo infame della campagna elettorale». Pressoché ininfluente l'apporto che potrà arrivare dagli altri esclusi, quali Lorenzo Damiano (Norimberga 2: 2,76%) e Antonio Quarta (Lista Civica Parè: 1,38%).
NELLA MARCA
Nel resto della Marca, i giochi sono già fatti. Nei grandi Comuni, la Lega rivince a Montebelluna con Adalberto Bordin, a Oderzo con la riconferma di Maria Scardellato e a Villorba con Francesco Soligo. Fra i piccoli, nella minuscola Portobuffolè c'è il tris per il leghista Andrea Susana e a Monfumo l'unico candidato Luciano Ferrari resta in sella grazie a un'affluenza del 57,03%.
Angela Pederiva
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