Chi l'ha fatto, chi tentenna I politici divisi sul vaccino

Martedì 21 Settembre 2021

LE POSIZIONI
VENEZIA Sergio Vallotto, 65 anni, veneziano di Noale, deputato della Lega, è finito sul canale Telegram Buffonate di Stato. «Hanno mandato in onda solo alcuni spezzoni, mica tutto quello che ho detto». E cosa ha detto in realtà? «Che sono favorevole al vaccino e che è giusto che il Green pass sia applicato anche alla Camera e al Senato perché le regole devono valere per tutti». Però lei non si è vaccinato: «No, ancora no, ho mille dubbi e un po' di paura, quindi mi faccio il tampone e me lo pago. Sono più sicuro io con il tampone che non chi si è vaccinato. È notorio che il vaccino non protegge dall'infezione». Ma in caso di contagio il vaccino aiuta a non ammalarsi seriamente e soprattutto a non finire in terapia intensiva. «Dicono. Io so che mi proteggo evitando gli assembramenti, con il distanziamento e tenendo alta l'attenzione».
Vallotto è uno dei pochi parlamentari veneti che ha il coraggio di dire di non essere vaccinato. Altri, soprattutto nella Lega, tentennano (Angela Colmellere: «Il Green pass in Parlamento? Voglio sentire cosa dice il mio partito. Se sono vaccinata o se faccio il tampone? Non vorrei parlarne») o, più semplicemente, non rispondono (Alex Bazzaro, Dimitri Coin). Dal 15 ottobre il Green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, ma per estenderlo anche a Palazzo Madama e a Montecitorio bisogna che le due Camere adeguino i propri regolamenti interni. E non tutti i deputati e senatori sono d'accordo.
I FAVOREVOLI A NORDEST
Il deputato e commissario veneto della Lega, Alberto Stefani, non ha dubbi: «Buon senso vuole che anche i parlamentari esibiscano il Green pass come tutti i lavoratori». «Io sono vaccinato e favorevole all'estensione del Green pass al Parlamento», dice il senatore questore dell'Udc, Antonio De Poli. «Giusto», dice Nicola Pellicani, Pd. E Dario Bond, Forza Italia: «Giustissimo». «Sono vaccinato, ho già fatto il richiamo, non vedo perché i parlamentari dovrebbero essere esonerati dalla certificazione verde», dice il deputato Giuseppe Paolin, Lega. La collega leghista Arianna Lazzarini, che è anche sindaco di Pozzonovo, «vaccinata nonostante le mie patologie», cita Salvini: «Come ha detto Matteo, se il Green pass è per tutti, noi chi siamo per dire no? Dopodiché se uno è contrario all'estensione ai parlamentari voti pure no, ma allora si autosospenda dall'incarico e dallo stipendio». Luca De Carlo, senatore di Fratelli d'Italia, vaccinato con una dose perché ha avuto il Covid: «Avremmo dovuto farlo prima».
Luca Sut e Sabrina De Carlo, parlamentari del M5s del Friuli Venezia Giulia, entrambi vaccinati, si dicono favorevoli all'estensione del Gren pass. Idem la veneta Orietta Vanin che ha pianto due lutti per il coronavirus, «un cugino di neanche 70 anni e un amico di 53», e che rincara: «I parlamentari devono anche vaccinarsi, il vaccino è l'unica prevenzione».
I DISTINGUO
Degli 8 deputati eletti nel 2018 tra le file del M5s, 5 sono usciti o sono stati espulsi dal Movimento e ora sono nel Gruppo Misto: «Io sono favorevole all'estensione del Green pass - dice Silvia Benedetti, «vaccinata per quanto non ami i vaccini» - ma temo che chi parla di dittatura possa trovare ulteriori argomentazioni quando i parlamentari no vax e no pass non potranno entrare in aula a difendere le loro posizioni». L'ex grillino sindaco di Mira, ora in Alternativa c'è, ha una posizione diversa: «Trovo che subordinare i diritti fondamentali delle persone ad un lasciapassare sia barbaro e sia una grave marcia indietro rispetto a secoli di evoluzione dello Stato di diritto. Quindi lo imporrei solo al Parlamento e ai membri del Governo, liberandone i ragazzi, gli studenti, i lavoratori ed in genere gli italiani: per una volta saremmo solo noi a dover scontare gli errori che votiamo in quei palazzi». Maniero è vaccinato o tamponato? Silenzio.
Daniele Moschioni, deputato udinese della Lega, vaccinato «malvolentieri con la seconda dose», è favorevole all'estensione del Green pass per i parlamentari, ma precisa: «Non sono un no vax, ma non condivido questo quasi obbligo. E poi ci sono troppe cose che non tornano in merito ai vaccini e ai tamponi. Chiedo: perché non si è imposto il coprifuoco dopo la vittoria agli Europei». La deputata leghista udinese Aurelia Bubisutti, vaccinata «non convintamente»: «Ritengo che il passaggio nelle due Camere sia necessario, deve essere l'occasione di poter esprimere ognuno di noi il proprio pensiero libero però da condizionamenti e calcoli elettorali. È un'opportunità per far emergere dubbi, preoccupazioni legittime, supportate da dati diversi da quelli dominanti, ma seri e riscontrabili».
Alda Vanzan
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