Caos vacanze, bocciato il certificato di negatività

Lunedì 25 Maggio 2020
IL CASO
ROMA La Sardegna insiste: a chi vuole viaggiare sia consentito di effettuare il tampone, così potrà dimostrare di essere negativo per venire in vacanza nella nostra regione; «il governo autorizzi i nuovi test salivari» chiede il presidente sardo Christian Solinas. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico, in linea con le posizioni dei ministri Speranza (Salute) e Boccia (Affari regionali), ritengono questa soluzione inapplicabile: non può esistere un passaporto sanitario o un certificato di negatività. Ma anche il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, nei giorni scorsi ha ipotizzato l'uso del passaporto sanitario per consentire, nel suo caso dall'8 giugno, di arrivare nell'isola. Questo scontro alimenta l'incertezza del turismo, a una settimana dalle possibili riaperture ai viaggi tra regioni. Altri territori molto amati dai turisti non seguono la linea di Sardegna e Sicilia. Nella riviera romagnola sono stati aperti gli stabilimenti (i bagni come vengono chiamati da quelle parti); l'assessore al Turismo dell'Emilia-Romagna, Andrea Corsini: «Noi ci affidiamo alle decisioni del governo e non chiederemo certificati di negatività, inapplicabili. Stiamo facendo accordi con Germania e Austria per portare turisti nella nostra riviera». Restando sulla costa adriatica è simile la posizione di un governatore di centrodestra, Marco Marsilio (Abruzzo): «Accoglieremo i turisti a braccia aperte. Noi non abbiamo mai posto ostacoli, neppure abbiamo previsto la quarantena». Altra regione molto apprezzata per le vacanze, la Liguria. Il governatore Giovanni Toti è favorevole all'apertura ai turisti («impossibile senza i viaggi interregionali»); Toti chiede all'Italia di non restare esclusa dagli accordi internazionali («se la frontiera di Ventimiglia rimanesse chiusa sarebbe un problema serio») e non respinge neppure i turisti lombardi («molti hanno le seconde case da noi; hanno più problemi, certo, ma senza la Lombardia questo Paese, non solo la Liguria, non va da nessuna parte»). Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, conferma che le decisioni sugli spostamenti saranno prese nei prossimi giorni: «Il criterio per la riapertura sarà il numero dei contagi. Mercoledì, giovedì e venerdì il ministro Speranza farà le sue valutazioni e poi ci sarà un Cdm».
PROPOSTA
Resta la presa di posizione forte della Sardegna (condivisa nei giorni scorsi dalla Sicilia) per evitare di compromettere gli ottimi risultati ottenuti sul fronte del contenimento del virus. Spiega il governatore Solinas: «La Sardegna sarà un'isola Covid-free. È importante per i sardi ma soprattutto rappresenta un attrattore formidabile per il turismo nazionale e internazionale». Dal 3 giugno vuole chiedere il certificato di negatività a chi arriva in Sardegna, ma non esiste questo strumento. Solinas: «Chi voglia raggiungere un porto o un aeroporto sardo dovrà presentarsi all'imbarco munito di un certificato che ne attesti la negatività al virus. Questo gli consentirà, una volta arrivato, di poter vivere in sicurezza una vacanza degna di tale nome e con minori limitazioni che in qualunque altra parte del mondo. Puntiamo ad un test semplice, economico ed affidabile, diffuso su larga scala. Guardiamo con interesse al lavoro fatto sull'analisi salivare in New Jersey, che ha già ricevuto l'approvazione dell'Fda ed è utilizzata dai primi di maggio, nonché al test perfezionato dall'Università dell'Insubria, pronto ad essere sviluppato a livello industriale. Chiediamo ora al Governo di fare la sua parte, liberalizzando nel Paese la possibilità per i cittadini di eseguire con facilità i test rapidi nei laboratori della propria città o dal medico di base». Secondo Solinas il test rapido salivare (Trs) è affidabile come i tamponi: «Abbiamo proposto alla Conferenza delle Regioni una posizione unitaria per chiedere al Governo la liberalizzazione del Trs insieme a tutti i test rapidi che le autorità sanitarie dovessero ritenere validi». Il governo ha già detto che non si può fare. «Se Roma non ci dovesse ascoltare, complicherebbe inspiegabilmente la soluzione del problema e farebbe ritardare di qualche settimana l'avvio della stagione turistica in Sardegna, ma abbiamo già previsto due diversi scenari di controllo degli arrivi» conclude il governatore Solinas.
Mauro Evangelisti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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