Campane a festa a Canale d'Agordo «Umile com'era, non avrebbe voluto»

Giovedì 14 Ottobre 2021

IN PAESE
CANALE D'AGORDO (BELLUNO) Campane a festa a Canale D'Agordo, in provincia di Belluno, paese natale di papa Giovanni Paolo I. La notizia dell'avvenuto riconoscimento del miracolo e quindi dell'imminente beatificazione ha regalato il sorriso a chi da anni seguiva la causa. Un percorso tutt'altro che semplice, ma arrivato ora ad un passo dal traguardo. «Era da tempo che ci stavamo preparando per questa notizia che era nell'aria da tempo - ha spiegato il sindaco di Canale d'Agordo Flavio Colcergnan -. Proprio in questi giorni stiamo procedendo ad un abbellimento del giardino della casa natale di papa Luciani, al fine di renderlo più accogliente e gradevole ai pellegrini e ai visitatori. Tutto quello che sarà possibile fare e che ci sarà richiesto cercheremo di realizzarlo per rendere ancora più gradevole e accogliente il paese. Per quanto riguarda la notizia della beatificazione di Albino Luciani ritengo che sia il giusto riconoscimento per quanto questo uomo di Chiesa ha svolto nella sua vita».
LA FAMIGLIA
A gioire a Canale, nel cuore delle Dolomiti, sono in molti in queste ore, tra loro anche una dei numerosi nipoti: Laura Luciani che, in considerazione della sua giovane età (è del 1987), Giovanni Paolo I lo ha conosciuto solo attraverso i libri. «Penso che nella sua immensa umiltà il mio prozio Albino, pur fedelissimo e ossequioso nei confronti di tutto ciò che è legato alle gerarchie cattoliche, non avrebbe voluto diventare beato. Così come, del resto, poco gli si addiceva il ruolo di Papa. Perché lui era talmente tanto semplice e modesto che mai si sarebbe aspettato due cariche di questo peso».
Al parroco di Canale D'Agordo la telefonata formale è arrivata proprio nei minuti dell'annuncio vaticano, ma c'era stata un'altra chiamata che aveva fatto intuire che qualcosa sarebbe potuto succedere da un minuto all'altro: «In mattinata - ha confidato don Vito De Vido - il vescovo di Belluno Renato Marangoni mi ha contattato invitandomi a restare in canonica e a essere reperibile. Ho quindi intuìto che qualcosa di importante stava per avvenire e ho subito pensato alla beatificazione».
Dario Fontanive
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