Atlantia riparte dopo Autostrade i focus su digitale e mobilità tech

Domenica 13 Giugno 2021
Atlantia riparte dopo Autostrade i focus su digitale e mobilità tech

L'OPERAZIONE
MILANO Si apre una nuova vita per Atlantia che l'altra notte ha sottoscritto con il consorzio composto da Cdp Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Asset Management l'accordo per la cessione dell'88,06% di Autostrade per l'Italia. Questo il succo di due note distinte diffuse dagli acquirenti e dalla holding dei Benetton. Lo spa, cioè il contratto di compravendita delle azioni per 9,3 miliardi totali, prevede che l'operazione sia condotta attraverso Holding Reti Autostradali, nuova società facente capo a Cdp Equity (51%), Blackstone (24,5%) e dei fondi gestiti da Macquarie (24,5%). Si prevede che l'acquisizione sia completata nei prossimi mesi, dopo aver soddisfatto le consuete condizioni previste per il closing e aver ricevuto i nulla osta da parte delle Autorità competenti. Obiettivi di investimento di Cdp & c. sono di realizzare un piano di investimenti in tutta la rete autostradale di Aspi, migliorarla per agevolare la digitalizzazione e l'innovazione; più efficienza dei programmi di manutenzione dell'infrastruttura per garantire i massimi livelli di prestazioni e sicurezza; offrire stabilità a lungo termine nella gestione di un'infrastruttura italiana essenziale per l'economia. L'operazione su Aspi «rappresenta un'ulteriore prova dell'impegno di lungo termine di Blackstone per l'Italia. Attraverso i nostri sforzi combinati, il nostro consorzio cercherà di migliorare l'ampia rete stradale dell'Italia e consegnare un'infrastruttura sicura e affidabile per i cittadini del paese», ha detto Andrea Valeri, presidente di Blackstone Italia. «È necessario un significativo aumento degli investimenti per fornire infrastrutture stradali efficienti, sicure e sostenibili necessarie per mantenere l'Italia in movimento» ha aggiunto da parte sua Jiri Zrust, Senior Managing Director di Macquarie Asset Management.
IL FUTURO
Si diceva della nuova Atlantia dopo Aspi. A giorni l'ad Carlo Bertazzo insieme al suo team di top manager, dovrebbe iniziare a incontrare analisti e investitori per illustrare le linee guida di crescita della società dopo l'uscita di Aspi dal proprio perimetro, in cambio di 8 miliardi di liquidità. Bertazzo ha messo al lavoro consulenti internazionali, coordinati da McKinsey, per analizzare i macro-trend della mobilità post pandemia. Il risultato dell'analisi si è focalizzato su tre punti: la mobilità urbana e di medio raggio sta diventando sempre più integrata con le nuove tecnologie, che consentono il noleggio a costi accessibili di mezzi di trasporto, spesso elettrici e sempre più integrati tra loro. Il traffico merci sta aumentando esponenzialmente, come effetto del boom dell'e-commerce. Gli spostamenti di lungo raggio saranno guidati dal ritorno in massa del turismo. Ed è proprio basandosi su quest'ultimo punto che i manager di Atlantia guardano al settore aeroportuale, cercando investimenti in scali che, sul modello di Roma o Cannes, siano mete di destinazione dove il turismo tornerà in massa nei prossimi anni. L'idea è quella di replicare l'esperienza di Adr e di Aeroports de la Côte d'Azur, trasformati da Atlantia in scali ad alta qualità di servizio, in grado di attrarre passeggeri a livello globale.
La holding inoltre, ha deciso di continuare a crescere all'estero, tramite Abertis come piattaforma per partecipare a nuove gare in giro per il mondo. In questo caso il modello sono le recenti acquisizioni degli asset Rco (una delle più frequentate autostrade messicane) e Erc, che controlla i tunnel portuali della Virginia, il cui valore complessivo è di 6,5 miliardi. Un'altra sfida importante sarà quella di Telepass, già presente in 14 Paesi europei: nel giro di tre anni la società fintech dovrà diventare il leader europeo dei servizi di pagamento digitale per la mobilità integrata e sostenibile. Non è ancora chiaro invece quali siano le intenzioni di Bertazzo relativamente a Getlink, il gestore dell'Eurotunnel, di cui Atlantia detiene il 27% dei diritti di voto della società. Gli 8 miliardi presi da Aspi non resteranno fermi a lungo, c'è voglia di tornare a fare business.
r. dim.
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