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La Gdo guida il cambiamento sostenibile

La grande distribuzione italiana ha a disposizione numerose possibilità per puntare alla sostenibilità.

La Gdo guida il cambiamento sostenibile
Contenuto a cura di Piemme Brand Lab in collaborazione con ALì S.P.A.

In un contesto sempre più consapevole e attento alle esigenze ambientali e sociali, le aziende sono chiamate a svolgere un ruolo di primo piano e a trainare il cambiamento. Mettendo al centro della propria mission aziendale una produzione e una crescita sostenibili, ogni settore può (e deve) fornire il proprio contributo all’ambiente e alle tematiche sociali.
 

Gdo, attore importante nella sostenibilità

La grande distribuzione organizzata italiana è protagonista del processo, riscoprendosi sempre più green e pronta a rispondere alle esigenze dei propri stakeholder (dipendenti, partner, fornitori, istituzioni, clienti e comunità). Infatti, operando con impegno e avviando politiche consapevoli, la Gdo riesce a ridurre il proprio impatto ambientale e a farsi driver di crescita sostenibile, influenzando positivamente l’intera filiera per spingerla ad abbracciare il cambiamento.

Perseguendo gli SDGs (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) del piano di sviluppo sostenibile europeo, Agenda 2030, la Gdo si muove verso la sostenibilità seguendo molteplici direttrici: dalla produzione alla conservazione, dalla distribuzione alle azioni di sostegno al territorio, fino ai prodotti stessi, sempre più sostenibili in qualità, nel packaging, nella stagionalità e nella sicurezza. In ogni ambito, la Gdo si rivela più green. Inoltre, agendo a diretto contatto con i consumatori, è uno dei maggiori canali privilegiati per diffondere i valori della sostenibilità, indirizzare le scelte e portare a consumi e acquisti più responsabili.
 

Gdo e sostenibilità, il caso Alì

In questo contesto, per esempio, una realtà come Alì S.p.A. ha dimostrato, negli anni, grande lungimiranza, raggiungendo risultati tangibili e concreti per rendere la propria filiera maggiormente sostenibile e rispettosa dell’ambiente, della società e del territorio in cui opera. Attraverso interventi mirati e consapevoli, Alì ha limitato il suo impatto, risparmiando fino a oggi all’ambiente circa 35.560.000 kg di CO2, grazie a iniziative e nuove tecnologie che, negli anni, hanno permesso di veder portare avanti iniziative e raggiungere risultati in tema di sostenibilità.

Certificata ISO 14001 inerente ai magazzini e alla logistica verso i punti vendita e ISO 14064-1 per l’anno 2018, Alì sostiene progetti ed attività “green” e opera concrete scelte ecosostenibili nei propri punti vendita. Tutti i punti vendita Alì sono, infatti, costruiti nel pieno rispetto del territorio e dell’ambiente, riducendo i consumi energetici e le emissioni inquinanti attraverso la conversione dell’illuminazione a Led, per un risparmio di 29.850 MWh di energia, corrispondenti a 10.730 tonnellate di CO2 in meno nell'ambiente, ma anche utilizzando l’innovativa ceramica foto attiva per il rivestimento esterno dei nuovi punti vendita e di quelli ristrutturati.

Le iniziative di Alì a favore dell’ambiente

Inoltre, in tutti i suoi centri di distribuzione, Alì mette in atto la raccolta differenziata degli imballaggi e una accurata programmazione del trasporto su gomma, senza dimenticare l’utilizzo di dispositivi per l’abbattimento della dispersione energetica, il recupero del calore per il riscaldamento delle acque sanitarie, l’installazione di impianti fotovoltaici, l’installazione di porte nei frigoriferi, l’utilizzo di legno, carta e cartoni certificati e packaging sostenibili. Ma la sostenibilità di Alì si rivela anche in iniziative di salvaguardia della natura.

Ne è un esempio la piantumazione di oltre 52mila alberi perenni e autoctoni nel territorio di Veneto ed Emilia-Romagna, progetto reso possibile anche grazie al supporto della clientela che può partecipare scegliendo come premio “Dona un albero all’Ambiente”. Inoltre, negli ultimi anni, sono stati realizzati ben cinque boschi urbani Alì. Veri e propri polmoni verdi certificati FSC e riconosciuti come best practice green in occasione di moltissime conferenze internazionali sul tema della riforestazione, che hanno permesso di piantumare 2.000 alberi a San Donà di Piave (VE), 1.300 a Carmignano di Brenta (PD), 1.000 a Limena (PD), 700 a Padova e i 4.000 alberi da frutto dell’Alì Food Forest a Cessalto (TV), il più grande del Veneto.

 

Alì e il rapporto con il territorio

Tutto ciò, senza dimenticare le iniziative di riqualificazione delle aree verdi cittadine e la realizzazione di aule didattiche a cielo aperto nei cortili degli istituti scolastici, ma anche iniziative benefiche e di solidarietà, con i circa 15milioni e mezzo di euro donati al territorio tramite sponsorizzazioni dal 1971 a oggi, le donazioni con carta fedeltà, oltre un milione e mezzo di pasti donati alle famiglie in difficoltà attraverso il progetto Siticibo del Banco alimentare e la spesa solidale possibile in tutti i 116 punti vendita.

Ma non è finita qui, perché l’impegno di Alì è anche nella fornitura di materiale didattico e sostegno a progetti educativi nelle scuole; nel progetto We Love People di solidarietà verso le associazioni locali, che ne ha supportate 2.340 tra Veneto ed Emilia-Romagna con un contributo di 795.000 euro e, dallo scorso marzo, anche nella maratona di solidarietà per l’Emergenza in Ucraina che ha portato alla consegna di 300.000 euro alla Croce Rossa Italiana per il sostegno delle operazioni umanitarie in territorio di guerra.
 

Alì come driver di sostenibilità

Classificata per il secondo anno consecutivo come prima azienda della provincia di Padova dall’importante ricerca condotta da PwC, Top 500, Alì ha confermato anche nel 2022 la propria vision improntata a una profonda e radicata territorialità, nel condividere i successi di mercato con la comunità locale, restituendo benessere in termini di occupazione, di sviluppo dell’indotto e contribuendo nei fatti alla responsabilità sociale e ambientale con le numerose attività sostenute.

Il Gruppo offre, infatti, lavoro a 4.500 dipendenti di cui la metà sono donne, con il 97% di collaboratori a contratto a tempo indeterminato e oltre un milione di euro destinati alla formazione continua del personale. Una storia nata da una piccola rivendita alimentare di Padova nel 1958, che ha visto il primo supermercato inaugurato nel 1971 e che, da allora, non si è più fermata per soddisfare le esigenze del territorio, con un occhio sempre più attento alla sostenibilità e alla possibilità di trainare il cambiamento.
 

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.alisupermercati.it/