Nella villa veneta rivive la cultura delle malghe: grande rassegna su storie e tradizione

Mercoledì 22 Settembre 2021 di Redazione Web
Malgari in quota (foto Enrico Celotto)

CARTIGLIANO - Nella nobile villa veneta rivive la secolare storia delle malghe de dei malgari. Dal 16 ottobre al 14 novembre a Villa Morosini Cappello di Cartigliano va in scena il progetto "Il Malgaro, ostinata passione", voluto da Alessandro Mocellin, presidente di Latterie Vicentine. La cooperativa di Bressanvido, oggi il più grande polo produttivo di Asiago dop, è da anni impegnata nella promozione della secolare tradizione dell’alpeggio. Una mostra e un libro fotografici raccontano i gesti, le emozioni, la memoria, i sentimenti e l’ostinata passione dell'antico mestiere del malgaro. Oltre 50 scatti del fotografo Enrico Celotto, 3 stanze esperienziali, 5 malghe  accuratamente selezionate e 120 ore vissute in malga sono i numeri di questo progetto speciale, patrocinato dalla Regione Veneto e dall’amministrazione di Cartigliano, in collaborazione con la curatrice Elena Agosti, l’art director  Walter Santomauro e l’agenzia Officine micrò.

Memorie e saperi tipici

«Con questa iniziativa – spiega Mocellin - valorizziamo un inestimabile patrimonio di memorie e saperi tipici del nostro territorio e del mondo lattiero caseario. Io ho trascorso in malga 30 anni e i ricordi più belli della mia infanzia li colloco esattamente in quel luogo. Per questo motivo ho sposato fin da subito il progetto, proprio per far conoscere un lavoro faticoso ma estremamente affascinante ed emozionante».

Dalle mani del malgaro, il burro (foto E. Celotto)

 

Il rumore del burro

Il progetto è partito nell’agosto del 2020 con il reportage fotografico di Enrico Celotto: il fotografo ha vissuto i momenti salienti della giornata del malgaro. Le foto e le testimonianze raccolte sono i protagonisti del libro “Il malgaro, ostinata passione” che sarà presentato domenica 17 ottobre e dell’omonima mostra. Un racconto che inizia all’alba e finisce al tramonto: 24 ore trascorse in cinque malghe dell’arco alpino vicentino. «L’idea è nata diversi anni fa – spiega Celotto –. Avevo appena ultimato un servizio in una malga a Recoaro: il rumore del burro schiacciato dalle mani di Lino è stata un’illuminazione. Ho cercato e scelto questi malgari tra decine di realtà simili, ho vissuto 24 ore a stretto contatto con queste persone speciali, con le loro famiglie e i loro amici. Immerso minuto per minuto nel loro mondo, ho raccolto i loro discorsi e ho cercato di restituire a modo mio, con delle fotografie, uno spaccato di questa vita del presente, per il futuro».

Villa Morosini Cappello a Cartigliano (archivio Gazzettino)

 

Viaggio tra alpeggi ed esperienze

La curatrice Elena Agosti definisce la mostra un inedito viaggio demoetnoantropologico tra gli alpeggi e le creature che li abitano. Durante il weekend di apertura si potrà vivere una vera e propria "malgaro experience": sono previste delle stanze esperienziali con video e installazioni sonore, un percorso fotografico e un fitto programma di eventi collaterali come il laboratorio "Casaro per un’ora", la masterclass guidata da Francesco Gubert e Nicola Biasi, lo spettacolo teatrale "Novanta giorni", racconto di una stagione in malga con l’attore Giuliano Comin, la presentazione del libro omonimo di Francesco Gubert, diario di una stagione in alpeggio, le letture animate a cura di Sofia Dalla Costa e dal musicista Roberto Boscardin. Sono previste anche le visite guidate alla mostra con gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Giovanni Antonio Remondini”. «Cartigliano vuole continuare ad essere la casa della cultura. In questo caso il nostro paese diventerà una sorta di “cassaforte della tradizione”» conclude il sindaco Germano Racchella.

Ultimo aggiornamento: 21:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA