Diaspora M5s, la senatrice Guidolin: «Ho pianto ma resto con Conte, stiamo ricostruendo i territori, da lì si riparte»

L'hashtag è #IoResto. «Spaccatura proprio ora che stiamo riorganizzandoci, il nuovo coordinatore veneto è Contro di Sandrigo». «Porto la Commissione lavoro del Senato in visita alla Mevis di Rosà, così vede come funziona l'alternanza scuola lavoro»

Giovedì 23 Giugno 2022 di Claudio Strati
La senatrice Barbara Guidolin dopo l'addio di Di Maio: #IoResto

ROSA' - Meglio pochi, ma speriamo buoni. Potrebbe essere questo il motto di Barbara Guidolin, senatrice Cinquestelle, dopo l'ennesimo strappo, quello di Lugi Di Maio. Il suo hashtag è stato eloquente: #IoResto. Ovvero rimane lì dove il Movimento è, con Giuseppe Conte.

Un ulteriore ridimensionamento del Movimento che aveva promesso di aprire il Parlamento come una scatoletta, e che invece ha visto fuoriscire una quantità di gente impressionante, tutta rimasta in Camera e Senato ma cambiando casacca e sfruttando la storia e il senso delle manovre di palazzo: nuovi accasamenti, nascita di nuovi "cespugli" politici, costruzione di gruppi. La Guidolin è tra quelle e quelli rimasti con la bandierina della coerenza.

Un amore di lunga data, quello con il Movimento 5S. Oltre dodici anni di lavoro "grillino", tra cui cinque anni come consigliera comunale a Rosà, e dal 2018 in Senato. In quegli anni Grillo arrivò a Rosà, grosso feudo leghista alle porte di Bassano, e la riunione all'aperto fu oceanica. Oggi di tutti gli entusiasmi rimane poco, ma lei ha una certezza, #IoResto. E pensa alla ripartenza dei 5S, quando tutti li danno in via di distruzione. «Tanto per avere un'altra estate tranquilla» sorride la parlamentare.

Lei resta, ma certo non a cuor leggero.

«Ho pianto a lungo, con Di Maio ho anche lavorato a vari progetti negli ultimi 12 anni, c'era stima per lui - spiega la Guidolin -. Io sono nata nel Movimento della prima ora, ho vissuto tutte le fasi, ed ora con Giuseppe Conte stiamo costruendo una struttura, una ripartenza. D'altra parte se l'Italia sta lavorando alla ricostruzione è anche per le risorse che in Europa, con capacità, ha trovato lui. Con il Pnrr i soldi stanno arrivando alle Regioni e si iniziano a raccogliere i frutti».

Diversi commentatori hanno dato la colpa della rottura a Conte.

«In tutte le cose si vanno a cercare i colpevoli, ma abbiamo una strada da percorrere. Fa la differenza chi ha deciso di prendere un'altra strada».

Siete rimasti in pochi, in Veneto e in Parlamento.

«Nel Veneto siamo stati eletti a Roma in 14. Oggi siamo in sei: il padovano Endrizzi, il bellunese D'Incà, il trevigiano Girotto, Businarolo a Verona, Vanin a Mestre, oltre alla sottoscritta. In Senato mi pare siamo rimasti in 62, alla Camera un po' più di cento. Ma io ho fiducia perché crediamo ai nostri valori e stiamo anche ricostruendo il territorio. Questa rottura è arrivata proprio mentre ci stiamo riorganizzando».

Barbara Guidolin e Conte, lei dice #IoResto

 

Pare però che i territori li abbiate disfatti. Nel Bassanese anni fa c'era un gruppo con Celotto, non se n'è saputo più nulla. A Vicenza nemmeno avete più presentato la lista, anche lì operavano in consiglio figure come la Zaltron, piuttosto attiva

«E' vero, nel passato ci sono state diverse difficoltà con i gruppi nascenti. Molti hanno contestato l'alleanza con la Lega. Ricordo il caso di Celotto a Bassano, a Vicenza invece due gruppi litigavano e si negò la certificazione della lista a entrambi. Ma adesso stiamo ricostruendo i territori. Intanto in Veneto è stato nominato il referente regionale Simone Contro, vicentino di Sandrigo. E a breve arriveranno i coordinatori provinciali. Con il nuovo statuto non sono più riconosciuti i meetup, devono sorgere gruppi nuovi, con almeno 30 membri, dovranno rappresentare il Movimento sui temi locali. Questa dei gruppi territoriali è la priorità».

Casaleggio junior ha criticato duramente Conte. Ma la piattaforma Rousseau è il problema prioritario?

«Noi abbiamo ancora una piattaforma, non più la Rousseau a causa di problemi di gestione... Quella attuale la gestiamo anche a livello politico. Rimane la nostra scelta di consultare gli iscritti, attraverso il web, è uno dei nostri valori. Entro fine giugno li consulteremo sul tema del secondo mandato. Sul territorio siamo tornati a lavorare, si veda a Rosà dove nella lista di Baggio hanno operato nostri militanti».

La scelta di restare al governo come la considera?

«Il momento è difficile per tutti, per questo la scelta. Occorre difendere scelte come il super bonus, che è stata la novità forse più rilevante per l'economia, e ora con il discorso della cessione crediti bloccata ci sono centinaia di imprese che rischiano il fallimento. Non si può affossare una misura del genere, ma c'è chi ci prova. Idem col reddito, non puoi fare speculazioni sulla pelle di chi non arriva a fine mese e togliergli 700 euro... Arrivano bordate, ma io sono certa che se vincesse il centrodestra non lo abolirebbero di certo».

Torna spesso a Rosà?

«Quando posso. Il prossimo 1 luglio porto a Rosà la Commissione lavoro del Senato, di cui faccio pare, per approfondire il problema dell'alternanza scuola lavoro visitando la Mevis dei Visentin, che ha lavorato moltissimo con le scuole. Ho detto ai colleghi, venite a vedere come funzionano certe cose da noi».

Ultimo aggiornamento: 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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