Il gruppo Safond-Martini avvia la bonifica dell'area industriale: investimento di 9,6 milioni di euro

Lunedì 17 Ottobre 2022 di Redazione Web
Il gruppo Safond-Martini avvia la bonifica dell'area industriale: investimento di 9,6 milioni di euro

Montecchio Precalcino - Safond-Martini srl ha avviato oggi - 17 ottobre 2022 - le attività di bonifica riguardanti parte della propria area industriale sita in via Terraglioni, previste nel concordato di continuità aziendale rilevato nel dicembre 2021 dalla capogruppo Eco Eridania. Con un investimento di oltre 9,6 milioni di euro e il coinvolgimento nei lavori di imprese e studi professionali locali, sarà possibile bonificare in 36 mesi di cantiere circa 1,4 ettari di terreno, suddivisi nelle aree denominate T44 e T50, nelle quali dal 2018 continua il monitoraggio delle acque con esiti rassicuranti.

L’operazione di bonifica avviata oggi si è resa necessaria - spiega l'azienda - in seguito alle attività di caratterizzazione ambientale che Safond-Martini aveva volontariamente effettuato a partire dal marzo 2018 sulle proprie aree di stabilimento, nell’ambito della procedura concordataria all’epoca appena iniziata.

Safond-Martini aveva presentato al comune di Montecchio Precalcino, già nel 2020, un primo progetto operativo degli interventi di salvaguardia ambientale e di messa in sicurezza del plesso aziendale. Tale documentazione è stata recentemente perfezionata con il deposito della progettazione esecutiva della bonifica e, a partire da oggi, ne sarà predisposto il cantiere, secondo i tempi e i modi previsti dal progetto, fatte salve eventuali difficoltà a reperire i materiali e i mezzi speciali necessari per la realizzazione delle opere.

Sono tre le fasi operative previste dal cantiere per la bonifica del sito industriale Safond-Martini.

Una prima parte dei lavori prevede l’apertura del cantiere e la messa in sicurezza del tratto di asse autostradale “A31 Valdastico” che confina con l’area da bonificare.

Seguirà quindi una seconda parte dei lavori concentrata sulla realizzazione di opere provvisionali, come il consolidamento delle scarpate autostradali tramite realizzazione di “berlinesi” ovvero palizzate di contenimento infisse nel terreno a perimetrazione del fronte della bonifica rispetto al terrapieno autostradale.

La terza fase dei lavori consisterà infine nell’escavo vero e proprio dei terreni contaminati: lo scavo e la rimozione dei materiali riguarderà profondità variabili da 7-8 metri a 1-2 metri a seconda delle stratigrafie di riporto rilevate in sede di caratterizzazione. 

I controlli periodici eseguiti dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), Dipartimento di Vicenza, che sono tutt’ora in corso, in questi quattro anni hanno restituito parametri ambientali costantemente al di sotto delle soglie di legge, senza che fosse mai stata riscontrata la presenza di sostanze inquinanti nelle acque sotterranee. Nonostante queste evidenze rassicuranti, i monitoraggi proseguiranno (sempre in collaborazione con ARPAV) e, ad ulteriore garanzia del territorio, sarà anche realizzata una barriera idraulica di contenimento costituita dal collegamento dei 9 pozzi già esistenti (allestiti per il monitoraggio continuo della qualità dell’acqua della falda sottostante) ai sistemi di depurazione aziendali. Questa barriera idraulica sarà in grado, nel caso si dovessero verificare in futuro eventuali concentrazioni anomale di sostanze inquinanti in fase di monitoraggio, di intervenire tempestivamente emungendole dai pozzi e impedendo così che tali concentrazioni possano sfuggire verso valle.

Ultimo aggiornamento: 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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