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Porto d'armi all'imprenditore evasore, la sentenza del Tar del Veneto: può girare armato

Lunedì 27 Giugno 2022 di Angela Pederiva
Il Tar: anche l'evasore fiscale può girare armato. Bocciata la questura

VICENZA -  Niente porto di fucile all'imprenditore: è un evasore fiscale. Per questo motivo la Questura di Vicenza lo scorso anno aveva respinto l'istanza di rinnovo avanzata dall'amministratore di alcune società, titolare della licenza fin dal 2004, ma dal 2013 sottoposto ad alcuni procedimenti penali per l'omesso versamento dell'Iva e delle ritenute. Secondo l'istituzione, «la mancata adesione dell'interessato ai precetti dell'honeste vivere è sufficiente a minare il rapporto di completa fiducia che deve intercorrere tra il titolare della licenza e l'Amministrazione autorizzante». Ma con una sentenza depositata nei giorni scorsi, il Tar del Veneto ha accolto il ricorso del vicentino, in quanto dai reati tributari non può essere dedotto «alcunché riguardo alla correttezza ed avvedutezza nella custodia e nel maneggio delle armi».


Imprenditore evasore: tolto il porto d'armi


Il porto di fucile era stato chiesto per uso sportivo. Tuttavia la Questura era stata irremovibile nei confronti dell'imprenditore. Nel provvedimento di rigetto, erano state rilevate condotte «reiterate e pervasive» da cui sarebbe emersa «una personalità propensa a violare la legge in contatto con i principi di civile convivenza» e incapace «di attivare quelle barriere di controllo sul proprio comportamento che normalmente consentono di evitare di incorrere in illeciti di natura penale». Assistito dagli avvocati Riccardo Bertoli e Tullio Chierego, il vicentino aveva impugnato l'atto davanti al Tribunale amministrativo regionale, facendo presenti le «gravi difficoltà economiche» in cui versavano le aziende, culminate in un concordato preventivo e in un piano di transazione con l'Agenzia delle Entrate. In buona sostanza, secondo la ricostruzione della difesa, le somme erano state «correttamente esposte nelle dichiarazioni fiscali», ma non erano state liquidate all'erario soltanto a causa della crisi. In effetti il Tribunale di Vicenza aveva poi omologato la procedura concorsuale e l'accordo con il Fisco aveva ridotto il carico tributario, tanto che alla fine era stato evitato il fallimento del gruppo, come invece chiesto in precedenza dalla Procura.


LE MOTIVAZIONI
Citando anche l'orientamento del Consiglio di Stato in materia, ora il Tar ha dato ragione all'imprenditore. Per i giudici di Venezia, i reati che gli sono stati addebitati «non appaiono per se stessi significativi del pericolo di abuso delle armi (non essendo indicatori di un loro uso illecito né di eventuali trascuratezze nella loro custodia), tanto più in mancanza di contestuali manifestazioni di aggressività verso le persone, seppure senza l'impiego di armi, ovvero di scarso equilibrio o di scarsa capacità di autocontrollo». Inoltre il fatto che l'evasore sia «fattivamente impegnato a redimere l'esposizione debitoria delle società anche nei confronti dell'Agenzia delle Entrate», dimostra l'intento «di attenuare e per quanto possibile rimuovere» gli effetti negativi del suo comportamento erariale nei riguardi della collettività. Quindi via libera al rinnovo del porto di fucile.
 

Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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