Terapie intensive occupate da pazienti Covid: rimandata l'operazione a cuore aperto all'alpinista ex sindaco

"La mia generazione col vaccino ha debellato il vaiolo, e adesso...". Intervento serio ad aorta e valvola mitralica: "Spero almeno entro marzo". E ricorda una remata in Norvegia nel '79 verso le montagne: anche adesso è un viaggio verso un obiettivo

Venerdì 14 Gennaio 2022
Franco Perlotto ai microfoni del TgR Veneto

RECOARO - L'intervento urgente, a cuore aperto, gliel'hanno rinviato. Le terapie intensive a Treviso sono piene, in particolare per curare pazienti non vaccinati. Ora lui, Franco Perlotto, grande alpinista, deve aspettare: «Mi auguro che l'intervento si faccia almeno a marzo» ha detto ai microfoni del TgR Veneto. Appare preoccupato, Perlotto. Quel problema alla valvola mitralica con cui convive, dopo il Covid preso nel 2020 si è aggravato. E quando sembrava che si potesse risolvere il problema con l'intervento, tutto è stato rimandato e il grande sportivo è tornato in lista d'attesa. «Una volta feci l'antivaiolosa, noi della nostra generazione avevamo il marchio sulla spalla, quelli venuti dopo non ce l'hanno più perché noi col vaccino avevamo debellato il vaiolo» spiega Perlotto al Tgr. Oggi, sembra voler dire, a parti invertite chi non vuole vaccinarsi gli rende la vita più difficile, intasando gli ospedali.

Quella remata in Norvegia nel '79

Pochi giorni prima, il 7 gennaio, Franco Perlotto aveva pubblicato una sua foto del 1979, 43 anni fa, mentre remava in Norvegia. L'aveva accompagnata da una spiegazione, paragonando quella remata al suo avvicinarsi all'operazione, come allora si avvicinava alle "sue" montagne: «A lunghe battute di remi le montagne si avvicinano, come alle Isole Lofoten, Norvegia 1979. E’ stato un anno difficile. Dopo il Covid (terapia intensiva) di un anno fa tutte le mie patologie pregresse sono peggiorate - ha spiegato Perlotto -. Soprattutto il cuore. Due interventi di angiografia coronarica attraverso le arterie radiali ed una infinità di esami come tac ed ecografie di ogni specie. Alla fine la decisione di operarmi a mitralica ed aorta. Operazione a cuore aperto. Sono in priorità massima, il problema è quando si libereranno posti in terapia intensiva. Speriamo a breve… ma le montagne, a lunghe remate, le sto rivedendo».

Foto di Perlotto nel 1979 in Norvegia ai remi

Nonostante i suoi auspici, i posti in terapia intensiva nons i sono liberati "a breve". Deve attendere. Lui che ha scalato duemila pareti stavolta deve restare al campo base, in attesa.

Nessuna nuova data fissata

Al momento l'Ulss 2 trevigiana non ha fissato un'altra data. Ancora sulle reti Rai, a Uno Mattina, Perlotto, 64 anni, ha ribadito che si augura facciano presto, anche perchè lui ha fatto un sacco di esami preparatori, alcuni anche invasivi come la coronarografia, e magari con il rinvio dell'operazione che doveva fare adesso, a metà gennaio, scadiono e dovrà rifarli. Sa che gli ospedali hanno "tagliato" le programmazioni ordinarie per fronteggiare i ricoveri Covid, ma spera ci sia un barlume di speranza per lui e gli altri malati "normali".

Sono centinaia i commenti di incoraggiamento dei suoi amici. Uno per tutti, Luca Rota, ex ciclista, oggi scrittore, blogger, conduttore di programmi radio, gli scrive, tra l'altro: «Faccio i miei più fervidi auguri a Franco Perlotto, leggenda assoluta dell’alpinismo e persona di innumerevoli meravigliose doti umane: hai affrontato pareti impossibili sulle montagne di tutto il mondo e le hai superate senza mai venir meno al tuo stile unico. Questa è un’altra di quelle pareti, solo più particolare perché sembra che su di essa gli appigli svaniscano e la via di salita si faccia improvvisamente più ostica. Ma la supererai, proprio come le altre, e ne uscirai in vetta a osservare nuovamente lontano, verso orizzonti di spazio e tempo vastissimi, per la gioia e la fortuna di noi tutti».

 

Ultimo aggiornamento: 17:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA