Museo del bunker nazista di Kesselring, dopo le polemiche Zaia si scusa e cancella il post

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Redazione Web
Museo del bunker nazista di Kesselring, dopo le polemiche Zaia si scusa e cancella il post
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RECOARO/VENEZIA - Dopo le polemiche per il post dedicato alla rievocazione cultural-nazista di Recoaro, dove nel museo dell'ex bunker di Kesselring sono stati ricostruiti luoghi, mezzi e divise del terzo Reich, su faceboox il Governatore Luca Zaia fa pulizia. Il presidente del Veneto aveva pubblicato nella sua pagina istituzionale di facebook un post riguardante il museo realizzato nel bunker di Recoaro scelto dal comandante supremo delle forze tedesche in Italia, il feldmaresciallo Kesselring, sul finire della seconda guerra mondiale. L'ufficio stampa della Giunta regionale spiega che «tutte le attività sui profili social riguardanti la promozione del territorio sono svolte in assoluta autonomia da una apposita struttura».

Ordine di cancellazione

L'iniziativa del museo di Recoaro era stata segnalata dall'Associazione Terme di Recoaro alla direzione della Regione la quale, a sua volta, l'aveva trasmessa alla struttura che segue i profili social e  il presidente non ha alcuna visibilità né - ovviamente - esercita e può esercitare un diretto e costante controllo su queste materie, bensì si occupa in prima persona unicamente dei contenuti relativi ai post inerenti le attività amministrative, politiche, sanitarie, anche sulla base dei comunicati ufficiali diffusi dall'ufficio stampa. «L'intento del post - precisa la nota di Zaia - non era certo quello di offendere sensibilità e memorie. Onde evitare ulteriori disagi è stato dato ordine di cancellare il post». La presidenza si scusa, a nome della struttura responsabile, con tutte le parti che si siano sentite in qualche modo ferite da questo post.

Lo sconcerto dell'Anpi

Era stata l'Anpi a protestare esprimendo sconcerto nel leggere il post di Zaia sullo spazio museale nel bunker alle Fonti di Recoaro Terme e che la visita guidata venga fatta da persone in divisa d’epoca della Wehrmacht: «Ciò lascia increduli tutti coloro che, nel rispetto della storia e della nostra Costituzione, condannano nazismo e fascismo e l’occupazione nazista dell’Italia che tanti lutti ha provocato al nostro Paese. Nella temperie che stiamo vivendo - aveva aggiunto una nota dell'Anpi veneta - in cui uomini politici pensano di dedicare strade e parchi a Arnaldo Mussolini o addirittura a Hitler, per non parlare di Almirante, chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni massimo rispetto della Costituzione su cui hanno giurato e dunque condotte chiaramente antifasciste»”, conclude il coordinamento regionale Anpi Veneto. «Il governatore Luca Zaia presta il fianco al revisionismo storico - conclude l'Anpi -. Anche nelle fosse Ardeatine c'è un mausoleo, ma nessuno si sogna di travestirsi da martire, partigiano o ebreo. La Storia non è una carnevalata».

 

Ad aggiungere pepe alla polemica i cinquestelle della Commissione Segre, le senatrici Emma Pavanelli, Loredana Russo, Sabrina Ricciardi, Simona Nocerino, Maria Domenica Castellone e il senatore Gaspare Marinello: «Il museo nel restaurato bunker del criminale di guerra Kesselring, con le guide vestite con la divisa dei soldati Wermacht, tradisce un intento celebrativo e nostalgico che va ben al di là della semplice rievocazione storica. Il museo sembra più un feticistico mausoleo o un parco a tema rivolto a un pubblico ben preciso». 

La richiesta del 5 settembre

L''associazione di Recoaro aveva inviato il 5 settembre la richiesta della pubblicazione nella pagina del Governatore del bunker di Kesselring, in concessione alla società Terme di Recoaro spa. «Durante l’ultimo anno della seconda guerra mondiale, l’intero compendio termale delle Regie Fonti di Recoaro fu scelto come quartier generale del feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche in Italia - si legge nella email -. Proprio all’interno di uno dei bunker costruiti presso le Fonti, pesantemente colpite dai bombardamenti alleati dell’aprile del 1945, si stabilirono le premesse per la cessazione dei conflitti, che portarono pochi giorni dopo alla resa incondizionata ratificata a Caserta. La riqualificazione del bunker, terminata a inizio estate, consente al visitatore di fermare il tempo per un'esperienza storico culturale innovativa. Si esplorano gli ambienti del bunker attraverso visori multimediali che utilizzano la realtà virtuale, pannelli espositivi. La visita è su prenotazione e si è accompagnati da guide in divisa d'epoca della Wehrmacht. Presente anche un check point di accesso tedesco».

Ultimo aggiornamento: 20:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA