Antonio Pigafetta, protagonista e scrupoloso narratore del primo viaggio intorno al mondo

La rassegna sulla prima circumnavigazione del globo alle Gallerie d'Italia di Vicenza

Giovedì 6 Ottobre 2022 di Pieralvise Zorzi
Antonio Pigafetta, protagonista del primo viaggio intorno al mondo con Magellano

VICENZA - Una delle glorie cinquecentesche di Vicenza, una volta tanto, non è il Palladio ma un nobile e avventuroso navigatore, scrittore di una affascinante relazione, al tempo stesso giornale di bordo e romanzo di avventure. Chi volesse conoscerlo non può mancare la bella mostra "Pigafetta e la prima navigazione attorno al mondo. Non si farà mai più tal viaggio", curata da Valeria Cafà e Andrea Canova, fino all'8 gennaio 2023, alle Gallerie d'Italia. La mostra celebra i 500 anni (1519-1522) della prima circumnavigazione del globo terrestre iniziata da Ferdinando Magellano, conclusa dopo la sua morte dal basco Juan Sebastián Elcano e descritta dal nostro Antonio Pigafetta, che visse tutte le peripezie della spedizione e tenne un suo libro di bordo dell'impresa: la "Relazione sul viaggio intorno al mondo".

Antonio Pigafetta nasce a Vicenza in una data sconosciuta tra il 1492 e il 1493. È di famiglia aristocratica guelfa, secondo una tradizione giunta da Firenze nel 1000. Si chiamavano Della Rosa, avevano mutato il nome ma non lo stemma con tre rose e il motto di famiglia: Il n'est rose sans espine, non c'è rosa senza spine, che ancora spicca sul palazzo che porta il loro nome. Sono ben inseriti nella nobiltà vicentina e Antonio diverrà Cavaliere di Rodi. Ha letto il Milione, i diari di Colombo, il Mundus novus di Vespucci e forse anche la Cosmografia del 1475, conservata oggi alla Biblioteca Bertoliana, così nel 1519 lo troviamo a Barcellona assieme al vescovo e nunzio pontificio Antonio Chiericati, inviato di papa Leone XI alla corte di Carlo V. Antonio sa che Ferdinando Magellano sta per partire per il tentativo di circumnavigare il globo. Chiericati lo raccomanda e Antonio chiede e riceve il permesso di aggregarsi alla spedizione come sobresaliente, uomo d'armi supplementare. Firma il registro definendosi genericamente lombardo e non è il solo italiano a bordo: ce ne sono venticinque, tra cui due veneziani. Viene assegnato al comandante come criado, attendente.

LE DISAVVENTURE
Così le cinque caracche, la Trinidad, la Victoria, la Conception, la Santiago e la San Antonio, finalmente salpano da Siviglia il 10 agosto 1519. Il nostromo della Conception è un ex mercenario dal passato turbolento: Juan Sebastián Elcano. Il viaggio non va esattamente liscio: la Santiago affonda, scoppia un ammutinamento, la San Antonio abbandona, Magellano viene ucciso dal capo Lapu-Lapu a Mactan nelle Filippine, anche Pigafetta viene ferito. La Conception, malridotta, viene affondata e rimangono due navi. La Victoria procede verso ovest al comando di Elcano, con a bordo Pigafetta. La Trinidad cerca di tornare indietro ma viene catturata dai portoghesi. Sarà solo la Victoria dunque a entrare nel porto di San Lucar di Barrameda il 6 settembre 1522, dopo due anni, undici mesi e diciassette giorni di navigazione.

SCRITTORE
Giorno per giorno, Antonio Pigafetta ha continuato a scrivere. Nel suo diario di bordo ha descritto ogni evento nei minimi particolari. Ha descritto le popolazioni, i loro usi, costumi, religioni, le piante, gli animali, con grande accuratezza. Ha descritto le rotte. Sua la scoperta del fuso orario: si era accorto, tornato a San Lucar, che la sua data di navigazione era un giorno avanti a quella effettiva. Si scoprì quindi che navigando verso ovest si vedeva il sole sorgere una volta di meno. Quel diario di bordo Antonio lo donerà l'8 settembre a Carlo V che lo ringraziò, lo pagò e lo congedò frettolosamente. Era importante che il successo della spedizione non fosse attribuibile a nessuno se non ad uno spagnolo: il merito andò quindi a Juan Sebastian Elcano che ebbe una pensione annua di 500 ducati, un marchesato nelle Filippine e due uomini di scorta. Probabilmente però Antonio tenne una copia del diario, con cui girò per le corti europee: prima da Giovanni III di Portogallo, poi da Francesco I di Francia, poi nelle corti di Ferrara e Mantova e infine dal Senato veneziano che gli accorderà il privilegio di stampa per la sua Relazione del Viaggio attorno al Mondo.

LINGUA ITALO VENETA
Pigafetta la scrive in lingua italo-veneta con diverse parole spagnole tra il 1524 e il 1525; nell'intestazione si definisce orgogliosamente Cavaliere di Rodi e dedica l'opera al Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, Philippe de Villiers de l'Isle-Adam. Il manoscritto originale è sparito. Ci sono varie edizioni a stampa, le più antiche del 1536 e del 1556. Il più attendibile manoscritto esistente, anche se non di mano del Pigafetta, è quello della Biblioteca Ambrosiana di Milano che ha avuto due edizioni: una di Carlo Amoretti che però l' ha pesantemente rimaneggiata e una molto più fedele del 1894 di Andrea Da Mosto.
È andata perduta anche la tomba di Antonio Pigafetta e perfino la sua data di morte è incerta: secondo alcuni è morto nel 1527 a Monterosi per un'epidemia, secondo studi più recenti nel 1531 al largo di Modone, combattendo come cavaliere di Rodi contro i turchi. Gli sopravvivrà il suo diario di bordo, divenuta opera fondamentale per tutti i navigatori che lo seguirono. Ancora una volta è un suddito della Repubblica di Venezia, un vicentino, a tracciare vie nuove per i posteri.

Ultimo aggiornamento: 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci