Escursionista di 44 anni scivola in un dirupo: muore davanti agli occhi del compagno

Domenica 9 Febbraio 2020
Quattro morti in montagna: turista si schianta con una motoslitta
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VICENZA - Bilancio pesante degli incidenti di montagna con quattro morti, tra la notte e il corso della giornata. Un turista svizzero si è schiantato con una motoslitta prima di mezzanotte nel bergamasco. Due escursionisti e una scialpinista sono morti fra Veneto,  Emilia Romagna e Piemonte.

Il Soccorso Alpino è intervenuto per la tragedia al rifugio Battisti alla Gazza del Monte Plische, nel vicentino. Nadia Nuvola,  44enne,  è stata recuperata ormai cadavere dall'eliambulanza Treviso Emergenza: attorno alle 14.30 il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno era  stato allertato dal 118 di Vicenza, a seguito della chiamata di un uomo che aveva visto scivolare di fronte a sé la compagna, mentre stavano rientrando al Rifugio Battisti alla Gazza dal Monte Plische, e non riusciva a vederla né lei rispondeva ai richiami.

LA VITTIMA


L'incidente nel tratto che dal Rifugio Scalorbi porta al Passo Tre Croci. Purtroppo non c'è stato nulla da fare per la donna, 44 anni, il cui corpo senza vita è stato recuperato e trasportato al Rifugio del Passo Pertica.

TRE CIME
Alle 15.40 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in provincia di Belluno è decollato in direzione delle Tre Cime di Lavaredo per due alpinisti in difficoltà. Dopo aver scalato la Cassin alla Piccolissima, durante le calate di rientro nel canale tra la Piccolissima e la Frida, le corde dei rocciatori, trentenni bresciani, sono rimaste incastrate, impedendo loro di progredire. Poiché la ricognizione ha evidenziato che il punto in cui si trovavano non permetteva un recupero con il verricello, l'eliambulanza è volata a imbarcare due tecnici del Soccorso alpino di Auronzo e li ha sbarcati in cima alla Piccolissima. I soccorritori si sono quindi calati per 150 metri, hanno liberato i due alpinisti aiutandoli a scendere fino in fondo al canale, da dove sono rientrati al Rifugio Auronzo. Lì si trovava un'altra squadra con il quad.

LE ALTRE TRAGEDIE 
Altro incidente è avvenuto nel Cuneese in val Vermenagna: una donna di Busca di 45 anni, in comitiva di scialpinismo con altre tre persone è scivolata per 300 metri mentre stava salendo sulla vetta del monte Frisson a Vernante. Nonostante i soccorsi il corpo senza vita è stato recuperato dall'elicottero del118 Sempre il ghiaccio è stata la causa del terzo incidente: un uomo di 49 anni di Campegine (Reggio Emilia) è morto dopo essere scivolato sul ghiaccio sul Monte Cipolla, nell'Appennino.

Le operazioni sono state complicate per la presenza della nebbia. Una gita notturna con la motoslitta si è trasformata in tragedia, la notte di sabato sulle montagne bergamasche, per un quarantenne svizzero che si trovava con alcuni colleghi sul Monte Pora, a Songavazzo. Il quarantenne, mentre era alla guida del mezzo, si è schiantato contro un muro ed è morto sul colpo. I carabinieri della compagnia di Clusone hanno ricostruito l'accaduto, raccogliendo le testimonianze dei presenti all'incidente, avvenuto nei pressi del Rifugio Magnolini, a 1.600 metri di quota, quasi al confine con la Valle Camonica.

Il dramma si è consumato attorno alle 22,45, quando l'uomo di Lugano è finito contro un muro mentre guidava la motoslitta noleggiata in zona, così come avevano fatto gli altri due amici. Sono stati loro a dare l'allarme: vista la località situata in una zona impervia, soprattutto in questo periodo invernale, è stato inviato sul posto l'elisoccorso del 118, in modo da consentire un intervento di soccorso più che tempestivo. Tuttavia, quando l'équipe inviata dall'ospedale Civile di Brescia ha raggiunto in volo notturno la zona del Rifugio Magnolini, per il quarantenne non c'era già più nulla da fare.

La salma del quarantenne è stata trasferita all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, su disposizione dell'autorità giudiziaria, per l'eventuale autopsia, anche se sulla dinamica di quanto accaduto non vi sarebbero dubbi da parte dei carabinieri intervenuti per i rilievi. All'origine dell'incidente potrebbe esserci una manovra errata dello stesso quarantenne. In zona si è portata anche una squadra del Soccorso alpino partita dalla stazione di Clusone: ma anche l'intervento dei soccorritori, benché tempestivo, è stato inutile.
Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA