Missionaria laica vicentina massacrata con un machete in Perù: colpita più volte nel sonno. La madre: «Nadia una martire». Schio sotto choc

Domenica 25 Aprile 2021
Missionaria laica massacrata con un machete in Perù: colpita più volte mentre era a letto
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VICENZA - Missionaria laica in Perù massacrata nel sonno a colpi di machete: Nadia De Munari, originaria di Schio, è morta a 50 anni, per lei non c'è stato scampo. Nadia era missionaria per l’Operazione Mato Grosso,  in particolare era responsabile del centro “Mamma mia” di Nuevo Chimbote, realizzato da padre Ugo De Censi. Gestiva sei asili e la scuola elementare. Nella casa famiglia Mamma Mia viene fornito cibo gratuito a minori e madri bisognosi della zona.

I quotidiani locali parlano di una aggressione molto violenta, la vittima è stata colpita più volte a letto, mentre dormiva, avrebbero anche tentato di strangolarla con una corda. Quando gli altri volontari l'hanno trovata, dopo averla cercata perché non si era presentata alla preghiera della mattina, la donna era ancora viva: portata in ospedale a Lima, è stata operata d'urgenza per le lesioni alla testa, ma poco dopo è morta.



 

Rapina finita male?

La brutale aggressione è avvenuta quattro giorni fa. Nadia De Munari è poi deceduta ieri all'ospedale di Lima per le gravi lesioni. Per la polizia locale, che ha rilevato molte tracce, anche ematiche, nella stanza della donna, potrebbe essersi trattato di una rapina finita male. Ma ancora non vi sono ipotesi certe. L'agguato a Nadia non ha avuto testimoni. Nella casa famiglia che condivideva con un'altra decina di insegnanti, la missionaria vicentina assisteva alcune ragazze, che però non hanno sentito nulla, perché dormivano in un'altra ala. La notizia della morte di Nadia De Munari è arrivata ieri sera a Schio, dove amici e conoscenti della donna si sono ritrovati in preghiera per confortare la famiglia.

I testimoni

Agenti della squadra omicidi di Lima si sono recati nella località costiera peruviana Chimbote per partecipare alle indagini sull'uccisione della missionaria Nadia De Munari. Lo scrive il quotidiano locale, Diario de Chimbote. L'aggressione - secondo il quotidiano compiuta con un'ascia e una sbarra metallica - è avvenuta nella casa famiglia martedì mattina. La polizia ha interrogato le cinque persone presenti nella struttura, tra cui un cittadino italiano. Anche un'altra donna, Lisbet Ramrez Cruz, è stata aggredita dai criminali e gli investigatori ritengono particolarmente utile la sua testimonianza.

Cellulari rubati

Due cellulari sono stati rubati dalla casa famiglia. I medici dell'Ospedale Regionale di Chimbote che ha prestato i primi soccorsi a De Munari - poi trasferita a Lima, dove è deceduta - hanno parlato di grave trauma cranico, frattura al braccio destro e ferite al viso.

La mamma: "E' una martire"

«Nadia è una martire». Sono le parole che ha pronunciato la mamma di Nadia De Munari, riportate dal parroco di Schio, don Gaetano Santagiuliano: «Parole che non potrebbero essere più vere - ha commentato il sacerdote - perché Nadia ha donato la sua vita, ci ha messo il sangue». Il paese vicentino, come racconta il parroco, «è sotto choc. Nadia tornava a casa ogni due tre anni ed era entusiasta, orgogliosa del servizio che faceva con l'operazione Mato Grosso. Gestiva sei asili e la scuola elementare in una periferia degradata a due ore da Lima». 

Il vescovo di Vicenza

«Siamo stretti al dolore della famiglia di Nadia, da 30 anni lavorava in prima linea a fianco dei poveri». Lo ha detto il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol.

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA