Ambiente, Palladio si tuffa in Bernardinello Engineering

Sabato 27 Novembre 2021 di Maurizio Crema
Ambiente, Palladio si tuffa in Bernardinello Engineering

Palladio si tuffa in Bernardinello Engineering, gioiello padovano del trattamento delle acque con l'obiettivo a medio termine della quotazione in Borsa. Il fondo vicentino ha acquisito in totale il 70% della società di Cadoneghe fondata nel 1995 da Angelo Bernardinello (attuale presidente e figlio d'arte) e da Federico Nicolazzi, amministratore delegato, che resteranno soci al 30% con la società Afra e rimangono al timone operativo. Nell'operazione, Palladio ha rilevato il 23% in mano alla Blue Water, un club deal di imprenditori che fa capo a Ruggero Jenna e Francesco Sala. «Palladio assumerà la maggioranza arrivando al 70% del capitale della società. La società Afra, che controlliamo in maniera paritetica io e Angelo Bernardinello, ha ceduto infatti un altro 47% - spiega Nicolazzi, 56 anni, padovano, laurea in casa in chimica industriale - noi rimarremo azionisti al 30% e siamo pronti a reinvestire una parte dei nostri introiti per la crescita. In questo modo abbiamo garantito l'indipendenza e l'italianità della nostra società, evitando che finisse preda delle multinazionali straniere. Non le nascondo che ci hanno fatto una corte serrata e probabilmente ci avrebbero pagato molto di più: il nostro è stato anche un gesto d'amore verso il Veneto e verso i nostri 100 dipendenti, la gran parte sotto i 35 anni e laureati in materie scientifiche, che per noi sono una famiglia. Per fortuna abbiamo trovato un partner come Palladio, che ci lascia libertà di gestione ed è un maestro per le operazioni di sviluppo». Obiettivi? «In 3-4 anni la quotazione in Borsa, spero nel mercato principale. Ci arriveremo auspicabilmente facendo delle acquisizioni, potenziando le linee interne e aumentando l'attività del nostro centro di ricerca che è il fiore all'occhiello della nostra società - risponde Nicolazzi -. Una volta sbarcati in Borsa noi rimarremo in azienda, in accordo con Palladio. E continueremo a collaborare con la mia università di Padova, un totem della nostra attività fin dall'inizio».


BREVETTI PADOVANI

Tanti i brevetti nel trattamento delle acque per fini industriali che hanno portato la Bernardinello a crescere in maniera ininterrotta dal 95: «L'anno scorso abbiamo chiuso a circa 30 milioni di fatturato (un terzo all'estero), con ebitda di circa 9 milioni, quest'anno dovremo essere in linea se non in crescita - spiega Nicolazzi - la società ha un rating da tripla A e si è sempre autofinanziata. L'obiettivo è almeno raddoppiare il fatturato entro tre anni e puntare al listino principale». L'azienda è ai vertici nel mondo. «Lavoriamo solo in ambito industriale, acciaierie, petrolchimici, raffinerie, ma anche aziende farmaceutiche e alimentari - spiega l'Ad - realizziamo impianti a elevato contenuto tecnologico, molto applicati nella bonifica delle acque sotterranee e superficiali. Utilizziamo resine particolari che tolgono i sali dall'acqua in modo mirato per trasformarla chimicamente e renderla utilizzabile anche in campo alimentare. Siamo all'avanguardia nel mondo in questo campo e in altri settori. Recentemente abbiamo fatto un impianto per il trattamento delle acque provenienti dagli alto forni e dalle cokerie dell'acciaieria di Taranto. A Marghera, produciamo con un impianto di nostra proprietà l'acqua demineralizzata per tutto il petrolchimico veneziano. Nell'ultimo periodo abbiamo lavorato molto in Messico, principalmente nel mondo della birra, prima in Brasile, Pakistan. In Egitto abbiamo due impianti per produrre acque minerali».

Ultimo aggiornamento: 16:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA