Export boom per le imprese vicentine negli States: + 34% sul 2020, ma anche + 12,7% sul 2019

Venerdì 19 Novembre 2021
Container pronti a partire

VICENZA - Gli Stati Uniti sono sempre stati un mercato strategico per le imprese vicentine, ma i numeri dimostrano come mai come in questo complesso 2021 gli Usa rappresentino uno sbocco fondamentale. Solo nel primo semestre dell’anno, infatti, le esportazioni vicentine negli Stati Uniti hanno raggiunto gli 860 milioni di euro (a fronte di importazioni nella provincia berica dagli Usa per 110 milioni), con una crescita del 34% rispetto allo scorso anno e soprattutto del 12,7% rispetto al 2019. Quanto basta per collocare gli States al terzo posto come Paese di destinazione per l'export, con una quota dell’8,7%, dietro solo a Germania (12,2%) e Francia (9,3%).

Questi numeri son stati sciorinati a un seminario in Camera di Commercio, organizzato dall’Azienda Speciale Made in Vicenza e Venicepromex, con una sessantina di aziende collegate: la quinta tappa del tour Sidex – The bright side of the export, organizzato nell’ambito degli interventi di promozione economica e internazionalizzazione della Regione. Elisabetta Boscolo Mezzopan, segretaria generale camerale, spiega: «Per l’importanza del mercato americano gli abbiamo dedicato un focus specifico, rivolto in primis alle imprese potenziali esportatrici, ma anche a quelle che già operano negli Usa, dove vale una regola base, ovvero che l’export per avere successo deve essere gestito in modo professionale, tra tipologir di prodotto e di mercato, aspetti doganali e normativi e curando con attenzione la ricerca di partner e canali distributivi locali. È ciò che abbiamo voluto trasmettere alle imprese».

«Il tour Sidex è un progetto che ci vede presenti in tutto il Veneto, non solo per fornire informazioni e consigli alle imprese ma anche per acquisire a nostra volta informazioni dai territori - dice Franco Conzato, dg Venicepromex -. Anche quando si parla di export occorre fare attenzione alle fake news, assicurarsi di poter contare su informazioni di prima mano». La Camera di Commercio Italiana negli Stati Uniti, con la testimonianza del suo presidente, Alberto Milani, è stata tra i protagonisti dell’incontro: «Rispetto al pre-pandemia, oggi le imprese hanno bisogno di due cose diverse: la prima è la velocità di esecuzione, la seconda è curare con maggiore attenzione la logistica, non solo delle persone ma anche delle merci. Spesso si organizzano fiere o visite d’affari negli Stati Uniti e poi si torna a casa, ma oggi fare business negli Usa senza una struttura di rappresentanza è molto difficile. Per questo motivo, come Camera di Commercio italiana a New York, abbiamo innanzitutto creato una piattaforma digitale, Piazzaitalia, che consente alle imprese di costruirsi una rappresentanza virtuale, aperta 365 giorni l’anno».

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