Giovane cubano deride gli agenti in piazza, gli amici lo aiutano e accusano: «Preso per il collo»

Martedì 11 Agosto 2020
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VICENZA - Avrebbe preso in giro i poliziotti e si sarebbe poi rifiutato di mostrare loro i documenti: arrestato per resistenza a pubblico ufficiale un giovane cubano di 21 anni che vive  a Sarcedo e che domani, 12 agosto, sarà processato per direttissima.

Secondo la ricostruzione della questura, gli agenti sarebbero stati irrisi in piazza Castello dal giovane e da alcuni conoscenti e amici di quest'ultimo mentre erano impegnati nel riportare alla calma due persone che stavano litigando in pieno centro. Risolta la situazione, i poliziotti avrebbero invitato il gruppo di ragazzi ad andarsene senza essere ascoltati.

A quel punto avrebbero tentato di identificare il cubano, ma quest'ultimo avrebbe tentato di allontanarsi. 
 

REAZIONI 
Dopo l'episodio è arrivata la presa di posizione dei candidati in consiglio regionale della provincia di Vicenza della lista "Il Veneto che vogliamo" : «Atto di violenza da parte della polizia, che ha coinvolto un giovane vicentino in una delle vie centrali di Vicenza, appare ingiustificato e va chiarito - scrivono - I video che girano sui social narrano di un controllo dei documenti a dei ragazzi, poi trasformatosi in una presa al collo: atto che sembra irragionevole e oltre il limite dell'uso legale della forza da parte delle forze di polizia. Chiediamo al questore e al prefetto di accertare i fatti e le responsabilità, chiarire l'accaduto pubblicamente e sanzionare i responsabili di eventuali violazioni dei regolamenti. La sicurezza e il rispetto delle persone, soprattutto se minorenni, non hanno colore, a Vicenza come in tutto il paese. Non vogliamo credere che questo tipo di trattamento dipenda dal colore della pelle».
Anche Coalizione Civica è intervenuta sulla questione. «Da qualche ora gira un video in cui un agente della polizia blocca a terra un ragazzo di colore tenendolo fermo per il collo - esordiscono i portavoce Dodo Nicolai e Mariangela Santini - È un video inquietante che riporta alla mente accadimenti di una gravità inaudita. Siamo per fortuna ben lontani dalle immagini che ci arrivano da oltre oceano, ma una violenza simile non è tollerabile in un Paese democratico. Chiediamo al sindaco di incontrare il questore affinché sia avviata al più presto un'indagine interna per accertare colpe e responsabilità. Chiediamo anche che la richiesta sia raccolta da tutte le forze politiche cittadine e che lo sdegno sia unanime, perché il rispetto della persona non ha colore politico».

IL QUESTORE 
Per il Questore di Vicenza, Antonino Messineo, i frammenti di video diffusi sui sociali forniscono una ricostruzione parziale dell'episodio. In Piazza Castello, precisa, si è recata una pattuglia delle Volanti per sedare una rissa tra due italiani; mentre gli agenti portavano alla ragione i contendenti, un gruppo di ragazzi, per lo più stranieri, si sono messi a dileggiare i poliziotti. In particolare quando questi ultimi li hanno invitati ad allontanarsi e a non utilizzare i telefonini. Proprio in questa fase, sottolinea il questore, il 21enne, si sarebbe rifiutato di allontanarsi e avrebbe continuato a sbeffeggiare gli agenti, tanto che uno di loro ha deciso di identificarlo.
Al rifiuto di mostrare i documenti, il poliziotto avrebbe tentato di fermare il ragazzo, che si è divincolato con degli strattoni, per poi essere bloccato a terra con una presa al collo da parte dell'agente. Ne è scaturito un parapiglia, rileva ancora Messineo, che ha permesso al 21enne di allontanarsi, mentre il poliziotto è rimasto a terra. La fuga è stata breve perché il ragazzo è stato bloccato e arrestato dagli uomini di una seconda Volante. «Sui social appaiono 58 secondi di un video - dice il questore - ma sono molti di più i filmati, completi e dettagliati. Quello che fa specie è come sia possibile non avere rispetto di uomini che stanno facendo il loro lavoro e che quando ne chiedono ragione vengano dileggiati per il loro operato. Alla fine per risolvere una rissa i poliziotti hanno fatto il loro lavoro mentre gli 'spettatori' hanno provocato, con il risultato che l'unico a finire in ospedale è stato un agente».
Sulla vicenda, secondo quanto si è appreso, la Procura di Vicenza ha chiesto di visionare i filmati. 

«Se un poliziotto ti chiede i documenti o ti impone 'l'ALT' in macchina, se non hai nulla da temere tu gli fai vedere i documenti o ti fermi. Punto. Altro che RAZZISMO, le regole ci sono e vanno rispettate da tutti, bianchi o neri che siano» scrive su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini, commentando il video postato sui social in cui si vede un agente di polizia prendere per il collo un ragazzo cubano.

ASSESSORE DONAZZAN
«Solidarietà agli agenti della Polizia di Stato che a Vicenza, dopo aver richiesto ad un ragazzino di fornire i propri documenti, si sono visti accerchiare con fare minaccioso da una banda di suoi coetanei al fine di impedirne l’identificazione. Chi si rifiuta di accettare e di rispettare le nostre leggi, può tranquillamente andarsene altrove!». Così l'assessore regionale Elena Donazzan (Fratelli d'Italia) ha commentato il filmato su Facebook. «Questo ennesimo grave episodio di resistenza a pubblico ufficiale evidenzia l’importanza di norme che tutelino le nostre Forze dell’Ordine nell’esercizio delle loro funzioni: più diritti e più tutele per i nostri Poliziotti e per i nostri Carabinieri, meno escamotage per i delinquenti!».
«Rispetto per la polizia» lo chiede anche l'assessore alle attività produttive del comune di Vicenza, Silvio Giovine. «Spiace constatare che questo video stia diventando virale sui social con commenti sgradevoli - il commento di Giovine su Facebook -. Se un poliziotto ti chiede i documenti per un semplice controllo, e non hai nulla da nascondere, glieli porgi con il sorriso. Se crei tensioni per un gesto così banale, o sei un delinquente o sei un vigliacco».

 

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA