Capriolo strangolato dal filo d'acciaio, gattina salvata: bracconiere denunciato dall'Enpa

Lunedì 9 Agosto 2021 di Redazione Web
il capriolo rinvenuto ormai morto nei pressi di contrà Monchelatei
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VICENZA - Due distinte segnalazioni hanno fatto scattare una importante operazione delle Guardie E.N.P.A.  del Nucleo Vicentino, una riguardava una gatta di proprietà, la seconda il capriolo rinvenuto ormai morto nei pressi di contrà Monchelatei nel Comune di Altissimo a Vicenza lunedì 2 di agosto. In entrambi i casi gli animali erano finiti imprigionati in lacci d'acciaio noti per strozzare lentamente il povero animale che tenta di liberarsi, la gatta fortunatamente ce l’ha fatta in quanto i filo l’aveva stretta alla metà del corpo, mentre per il capriolo, un bellissimo esemplare maschio di circa un anno, non c’è stato nulla da fare, è morto impiccandosi a furia di tentare di rompere il cavo di acciaio.

Venerdì 4 agosto primo sopralluogo ad Altissimo delle Guardie Zoofile per raccogliere elementi e riscontri, conseguentemente sono state informate Polizia e Carabinieri sull’attività che sarebbe stata messa in atto dalle Guardie la mattina successiva, sabato dalle cinque in poi. All’alba tre squadre di Guardie hanno perlustrato i boschi del territorio circostante alle zone segnalate, sono stati rinvenuti alcuni attrezzi/strutture occultate utilizzate per il bracconaggio, una persona con appresso un cane, incrociato le Guardie da lontano si è dileguata nel fitto del bosco, trovato tre postazioni utilizzate in precedenza per i lacci ma nessuna trappola armata.

Alle otto e trenta è iniziata la fase due dell’operazione; si è a conoscenza da tutti i dati rilevati che chi commette questi reati sono per il 94% cacciatori o ex cacciatori, si tratta di persone abituate ad uccidere che hanno fortissimi legami con questo mondo e lo conoscono in profondità; i controlli effettuati nella mattinata dalle Guardie presso alcuni appartenenti a questa categoria si sono concentrati in un’ unica contrada, il lavoro ha portato a tre distinti sequestri con altrettante denunce penali. Quaranta uccelli perché detenuti in condizioni incompatibili con la propria natura, in un caso i poveri animali oltre ad essere detenuti nelle gabbiette dove non possono aprire le ali erano completamente al buio, una povera quaglia morta oramai putrefatta è stata rinvenuta all’interno della gabbietta che l’ha imprigionata per anni. Alle 12,30 come previsto si è passati alla terza fase; A seguito degli elementi raccolti l’ispettore con due Guardie si è recato da chi era sospettato di avere posizionato i lacci, il soggetto, cacciatore di lungo corso, S. M. residente in Zona, abilitato anche alla caccia notturna ai cinghiali, non ha potuto sottrarsi alle proprie responsabilità, ha confessato pienamente il suo grave operato. Della cosa è stato informato immediatamente il Pubblico Ministero di turno e si è redatta la documentazione di rito. Ancora una volta purtroppo si scopre che a perpetrare queste atrocità è sempre la stessa categoria paradossalmente indicata a volte come “sentinella della natura”. Toccante la dichiarazione recapitata alle guardie della persona che ha rinvenuto il capriolo “man mano che vado avanti mi rendo conto che vivo a contatto di criminali, ho passato due ore nel bosco aspettando i Forestali…… e ho anche pianto…. Strangolato da un laccio di acciaio...non ho parole….”.

Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA