Creepy Ryan, lo youtuber dei suicidi si pente: «Volevo fare dell'ironia»

«Un paio di anni fa mi sono imbattuto in un sito che faceva dell'ironia macabra sul suicidio. L'idea mi è venuta da lì: un video dove raccontavo modi assurdi per togliersi la vita».

Martedì 29 Novembre 2022
Vicenza, youtuber dei suicidi pentito
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VICENZA - Bere un frappè mescolando latte e cemento o cospargersi di marmellata ed entrare nella gabbia dei leoni allo zoo. Sono due dei suggerimenti contenuti nel video «9 modi per suicidarsi» messo in rete da uno youtuber vicentino. Ora quelle stesse frasi, visualizzate da centomila persone, sono costate a Ryan Kuruppu, 28 anni vicentino originario dello Sri Lanka, in arte 'Creepy Ryan', l'iscrizione nel registro degli indagati per istigazione al suicidio. Perché una 14enne di Ravenna quelle parole le ha prese sul serio e ha tentato di togliersi la vita. Ora sta bene, grazie ai genitori che l'hanno salvata e ai quali ha raccontato di quella pagina web zeppa di video horror.

Il legale dell'indagato: «Ryan un ragazzo normale»

Ryan, in Italia da quando aveva 2 anni, ha ottenuto un diploma, non ha precedenti di Polizia, e ora lavora come portiere d'albergo. Un ragazzo normale, conferma il suo legale, Alessandra Bocchi, con la passione per le storie dell'orrore. Chiede scusa, si rende conto che tra le fantasie terrifiche del mondo virtuale e la realtà il passo può essere breve. E mortale. «Volevo fare dell'ironia. Sicuramente macabra, magari superficiale. Ma doveva essere un video divertente. Nient'altro». Quando la Polizia postale con un mandato di perquisizione è entrata nella sua abitazione per seguestrargli il computer è rimasto stupito, incapace di comprendere quanto il suo gesto avesse messo a rischio una vita. Dice di aver capito i pericoli del web, proprio il mondo virtuale, il rifugio che lo aveva affascinato sin da ragazzino.

Lo youtuber si dichiara pentito e chiede scusa

«Un paio di anni fa mi sono imbattuto in un sito che faceva dell'ironia macabra sul suicidio - spiega -. L'idea mi è venuta da lì: un video dove raccontavo modi assurdi per togliersi la vita». Ryan è pentito e chiede scusa. «Spero che il magistrato capisca che sono un bravo ragazzo e che mai, in tutta la mia vita, ho voluto causare dolore ad altre persone - ripete -. Per il resto mi auguro che la mia vicenda possa impedire ad altri di utilizzare internet con leggerezza: i contenuti che diffondiamo possono essere fraintesi». Alessandra Bocchi sottolinea l'aspetto sociologico dell'accaduto, figlio a suo avviso di un pubblico adolescenziale, ma non solo, che soprattutto negli ultimi due anni, in concomitanza con il Covid e le difficoltà a gestire rapporti amicali reali, sta vivendo «un profondo senso di disagio», un disorientamento etico e morale che trova «proprio sul web il suo unico sfogo, anche estremo». Quello di Ryan «ne è una testimonianza: un video - conclude - che nessuno si immaginerebbe di fare, tantomeno di emulare».

Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 08:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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