Rischiò la pelle con Rosso, ora nuova giovinezza per lo storico velodromo Mercante

Giovedì 3 Giugno 2021 di Claudio Strati
Una riunione ciclistica in notturna al Mercante

BASSANO -  C'è un futuro per lo storico velodromo Mercante? L'anello che ha ospitato i mondiali 1985, erede di una lunga tradizione fin dalla prima metà del '900 quando vi si svolgevano riunioni con tutti i grandi big dell'epoca, l'impianto che ha visto Eddy Merckx vincere una tappa del Giro nel 1974, è da tempo obsoleto.

É anche "fuori norma" per il mondo del ciclismo, per come è fatto, ma continua ad essere una palestra per i giovani che si avvicinano al ciclismo, per il quale la pista è una nobile decaduta ma qui ha una forte storia. L'associazione Velodromo Mercante, retta dal veterano Rino Piccoli, ha innalzato la bandiera della "resistenza" dell'impianto quando, correva l'anno 2017, da una parte moriva l'anziano Cipriano Chemello, già campione del mondo e poi tutore della pista bassanese, e dall'altra il team di Renzo Rosso presentava in municipio un progetto di rifacimento dello stadio Mercante che prevedeva, come condizione principale, la demolizione dell'anello di cemento del velodromo.

Apriti cielo. In città ci fu una mezza rivolta, pilotata da figure vicini al ciclismo come Nicola Argesi e lo stesso Rino Piccoli, ma anche da parte di altri ambiti cittadini. L'allora Bassano Virtus 55 Soccer Team a trazione Diesel ci mise una pietra sopra, tra l'altro non era agevole, dove si trova il Mercante, in un quartiere ben popolato a pochi minuti dal centro, realizzare lo stadio dei sogni della società sportiva, con formula all'inglese e via vai di gente nelle strutture commerciali che sarebbero dovute sorgere nel complesso. Rosso poi come noto optò per spostare i suoi interessi calcistici, dopo 22 anni di esperienza bassanese, a Vicenza, dove lo accolsero a braccia aperte perché non c'erano altri imprenditori vogliosi di investire. E lì c'è lo storico stadio Menti da valorizzare.

I vertici della Federciclismo in visita al Mercante, con sindaca Pavan e assessore Scotton

Se allora l'anziano velodromo rischiò la pelle, adesso pare che invece potrà avere un futuro e una nuova giovinezza. «Di certo oggi il ciclismo su pista adotta piste e impianti di tipologia diversa, ma il velodromo bassanese continuerà ad essere un punto di riferimento - dice l'assessore Mariano Scotton - perché a settembre/ottobre inizieranno i lavori per il rifacimento di tutto il manto, cosa praticamente mai fatta. A forza di infiltrazioni e altre magagne del tempo, se andiamo avanti così non resterà più nulla dell'anello. Per cui con 230 mila euro, un po' in arrivo dalla Regione, lo sistemiamo».

Ma che utilizzo avrà?

«Beh, non potrà ospitare gare olimpiche o mondiali, ma manifestazioni di livello nazionale sì. E oltre al movimento giovanile ciclistico locale, richiamerà altre esperienze ed eventi. Ormai si gestiva l'attività con difficoltà ed era importante intervenire».

Quattro anni fa il calcio giallorosso voleva demolirlo.

«Sì, e mi pare che gli amministratori di allora fossero anche favorevoli. Ma si è visto cosa accadde in città».

La visita dei vertici federali che significato ha avuto?

«Un significato importante, l'attenzione della federazione conferma che questo impianto non può sparire. Mi ha fatto grande piacere che siano arrivati il presidente nazionale e il segretario generale, sono stati anche nella sede del Veloce Club e dell'Associazione che gestisce il velodromo con Rino Piccoli. Hanno visto foto dei mondiali dell'85, qualcuno ha riconosciuto il proprio padre, è stato anche un momento emozionale».

Al Mercante , accolti da Scotton e dalla sindaca Elena Pavan, sono arrivati il neopresidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, il segretario generale della Fci Gavino Marcello Tolu e il campione del mondo ’85 nell’inseguimento a squadre, Roberto Amadio. Presenti anche il vicepresidente del Veloce Club Bassano, Diego Pozza, e l'immancabile Rino Piccoli.

Ultimo aggiornamento: 4 Giugno, 13:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA