Cacciatore spara al cane di un altro cacciatore: denunciato

Domenica 10 Ottobre 2021
Il cane ucciso
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VICENZA - Alle 8 del 19 di settembre il proprietario di due cagnoline di razza breton di colore bianco e arancio, un cacciatore residente in città, si trovava nell'agro di via Aldo Moro: scaricate dalla macchina “Kira” e “Zoe”, le sue due compagne, iniziava la sua “giornata di caccia”.

Passato qualche minuto, le due cagnoline si sono infilate in un campo incolto, mentre il loro proprietario si stava avvicinando, una fucilata ha squarciato il silenzio nella zona. Il cacciatore ha avuto una brutta sensazione e ha chiamato le sue compagne, più e più volte, ma solo “Kira” è tornata.

Il colpo era partito da destra, abbastanza vicino, ma il proprietario dei cani non aveva la visuale in quanto la fascia era schermata da incolto e mais; nel frattempo un cacciatore si è avvicinato sulla sua sinistra e gli ha chiesto se fosse stato lui a sparare. “No” è stata la sua risposta, ma ha indicato da dove era partito il colpo. Spostatosi a lato, ha notato un terzo cacciatore, che si allontanava con passo veloce; immediatamente entrava nell’incolto e a pochi metri trovava “Zoe” priva di vita, colpita al petto da una fucilata.

G. che, come tutta la sua famiglia, era legatissimo a “Zoe”. Il terzo cacciatore era troppo lontano, non è riuscito a raggiungerlo, ma G. era sicuro di averlo già visto da quelle parti e grazie anche al testimone, è riuscito a rintracciarlo. Il cacciatore dapprima si è seccato per la sua presenza dicendo di non essere stato lui, ma alla fine non ha più potuto mentire. Nel frattempo erano state allertate le Guardie dell’E.N.P.A. che nel pomeriggio dello stesso giorno hanno sentito il cacciatore testimone di Vicenza, il cacciatore che ha sparato di Monticello Conte Otto, e G. il cacciatore proprietario di “Zoe” di Vicenza. Alla fine è scattata la denuncia.

Spiega l’ispettore delle Guardie Zoofile Renzo Rizzi presente alle indagini: «esiste una legge che tutela gli animali, la legge 189 del 2004 che ha introdotto l’articolo 544BIS il quale punisce l’uccisione degli animali con pene severe, per logica non si pensa che il cacciatore abbia compiuto questo gesto volontariamente ma, sta di fatto che esiste una regola, non si può sparare se non c’è visibilità, l’arma è una cosa seria non si può scherzare, chi la usa non può commettere questi gravissimi errori in questi casi si ipotizza il “dolo eventuale”».

 

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