Bond argentini, dopo 23 anni respinto ricorso della Popolare di Vicenza

Lunedì 27 Aprile 2020 di Luca Pozza
L'ex sede della Banca Popolare di Vicenza

VICENZA - A distanza di oltre 20 anni non si è ancora esaurito il contenzioso con le banche per la vendita di bond argentini alla clientela retail. E ad ogni sentenza - oggi, lunedì 27 aprile, si è tenuta la n. 8212 della Prima sezione civile - la Cassazione definisce meglio il quadro dei diritti dei risparmiatori mettendo al centro sempre gli obblighi informativi gravanti sugli intermediari.

La Suprema corte ha infatti respinto il ricorso della Banca Popolare di Vicenza (posta in liquidazione nel 2017) contro la decisione della Corte di appello di Firenze che aveva disposto la risoluzione per inadempimento di due contratti di acquisto di obbligazioni sud americane, il primo nel 1997 e il secondo nel 2000, da parte di un bancario.

«Appare del tutto irrilevante - si legge nella decisione - il fatto che uno dei clienti fosse dipendente di banca, posto che tale qualifica non implica una particolare conoscenza del mercato e dei prodotti finanziari. Nè l'esperienza dei clienti poteva fondarsi sul pregresso acquisto del medesimo titolo nel 1997». Nessuna efficacia sanante rispetto alle carenze informative, prima fra tutte la mancata indicazione del rating, «elemento basilare di ogni investimento in prodotti finanziari può dunque derivare dall'aver semplicemente ripetuto un investimento già fatto in precedenza».

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