La famiglia va in tribunale per tutelare il piccolo Ettore con l'assistenza sanitaria a scuola. La sindaca: «Risposte deve darle l'Ulss, da noi delegata»

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Claudio Strati
Ettore durante un'attività ludico motoria. La famiglia va in tribunale

BASSANO - La storia di Ettore, sei anni, che a scuola, come hanno  spiegato i genitori al Gazzettino, non ha assistenti esperti nelle manovre salvavita immediate, prosegue. Il bambino va a scuola ma per la sua fragilità deve essere costantemente seguito. Continua a farlo il papà. Il piccolo, affetto dalla sindrome di Moebius, può incorrere in ogni momento in situazioni estremamente gravi, in pratica può rischiare la vita.

«Mio marito va a scuola per garantire l'assistenza ad Ettore - dice la mamma - stiamo da parte in modo tale che il piccolo non abbia la figura familiare sempre attaccata». La famiglia ha inviato una diffida alla Ulss 7 ritenendo sempre non specificamente preparato e formato il personale di assistenza, Oss, operatori socio sanitari, inviato a seguire il bambino. «Noi con l'avvocato vogliamo andare dritti in tribunale ed è stata citata l'Ulss proprio perché non ci sia un rimpallo di responsabilità come stava succedendo in altre situazioni; siamo convinti che solo il tribunale a questo punto possa garantire per sempre una tutela di Ettore. Sono tre anni che chiediamo la copertura assistenziale. Non ce l'abbiamo assolutamente con le Oss incaricate, ma con l'Asl per il sistema con cui le gestisce. La scuola da parte sua si mette a disposizione in tutto e per tutto, per far stare bene Ettore. Abbiamo chiesto con una pec di poter partecipare a una riunione all'Ulss dell'Unità di valutazione, la Umvd, tenutasi oggi (7 ottobre, ndr) ma non abbiamo avuto risposta. Il Comune delega l'Ulss, ma potrebbe verificare come vengono impiegate le sue risorse». 

Sulla vicenda interviene la sindaca di Rossano, Morena Martini: «L’inserimento nel mondo della scuola prevede una specifica certificazione, legata ad un accertamento collegiale da parte dell'Ulss. La valutazione è di una commissione Umvd, Unità di valutazione, équipe di medici e professionisti, che definisce annualmente il monte ore assegnato a ciascun soggetto. Per quanto riguarda i costi sociosanitari, i Comuni del Veneto hanno affidato alle Ulss il sistema delle deleghe pagando una quota pro capite annuale. Il Comune di Rossano paga oltre 160 mila euro l’anno per queste deleghe assegnate all’Ulss. E noi in municipio non abbiamo al protocollo richieste in sospeso di aiuto economico da parte di famiglie con bambini con disabilità. Non ci siamo mai negati a sostenere famiglie con difficoltà, se interpellati. Il Comune di Rossano Veneto accetta quanto deciso dal nucleo di valutazione».

«In ogni caso le risposte, come ho spiegato all'avvocata della famiglia, devono arrivare dall'Ulss - prosegue Martini -. Noi Comuni la abbiamo delegata e ciò ci impedisce di mettere altre risorse municipali per le stesse deleghe assegnate. Ciò che come sindaco posso fare è assegnare un contributo economico alla famiglia, che potrà di sua iniziativa uutilizzarlo per incaricare un operatore sanitario o un infermiere, o una persona esperta, scelta a propria discrezione, che d'accordo con la scuola possa entrare per affiancare Ettore nelle ore che a lui mancano. Non sono stata contattata dalla famiglia, che ha sempre scritto direttamente all'Ulss. Ho ricevuto solo per conoscenza le lettere inviate dall'avvocata alla Asl. Spesso la burocrazia ingabbia le buone intenzioni e risulta difficile, per chi non  vive i problemi sulla propria pelle, riuscire a gestirla».

Ultimo aggiornamento: 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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