Salvini al Vinitaly: «Qui per onorare il lavoro dei nostri agricoltori e imprenditori» /Video

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Salvini: «Qui per onorare il vostro lavoro» /Video Conte: «Autonomia si farà»

di Redazione Online

VERONA  - «Sono qui per onorare il lavoro dei nostri agricoltori e imprenditori, sono qui anche per portare a nome del governo notizie su alcuni cantieri fermi da tempi e penso alla Brescia- Padova, ai cantieri che partono, aprono, scavano e viaggiano. Rappresento il governo del sì». L'ha detto il vicepremier Matteo Salvini al suo ingresso al Vinitaly di Verona. Poi, è tornato sulla Tav veneta aggiungendo: «A me interessa che qui il treno viaggi e viaggi velocemente, se qualcuno aveva dei dubbi se li fa o se li è fatti passare, penso infatti sia una questione di giorni se non di ore e si ripartirà finalmente a lavorare». In merito alla Torino-Lione ha aggiunto: «Ci sono i bandi aperti quindi ci sono 6 mesi per una dimostrazione di interesse da parte delle aziende».

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Il vino per gli italiani è molto più di un asset del made in Italy: è un collante tra generazioni che coinvolge quasi 9 cittadini su 10 in tutto lo Stivale. Il Vinitaly fa sapere che da un’indagine di Mercato Italia,  con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, l’approccio al vino è che si beve meno - il 26% di volumi ridotti rispetto a vent'anni fa - ma lo fanno praticamente tutti e in modo più responsabile: la media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa (67%) in particolare dai baby boomers (55-73 anni, al 93%), ma è rilevante la quota di tutte le generazioni, con i millennials (18-38 anni) che evidenziano già un tasso di penetrazione pari all’84%. Dato in aumento sia a casa che nel fuori casa. 

MERCATO INTERNO  Un mega-vigneto da 650mila ettari, con 406 vini a denominazione, 310mila aziende e soprattutto un valore al consumo del mercato interno che l’Osservatorio Vinitaly – Nomisma Wine Monitor stima nel 2018 in 14,3 miliardi di euro, per un volume di vino venduto pari a 22,9 milioni di ettolitri. Rispetto al 2017 si registra una crescita del 2,8% a valore a fronte di una sostanziale stabilità a volume (-0,4%). Nel confronto tra i top mercati per valore dei consumi, l’Italia si posiziona al 4° posto dopo USA, Francia e Regno Unito. Per il presidente di Veronafiere Spa, Maurizio Danese: “Per la prima volta abbiamo stimato il valore al consumo del primo mercato al mondo per i nostri produttori. Il dato, che supera i 14 miliardi di euro, la dice lunga su quanto il settore impatti non solo sulla filiera ma anche sui servizi e sull’Horeca”.

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TRADIZIONE ELEGANZA E CULTURA, TRA VECCHIE E NUOVE PREFERENZE
Per la maggior parte degli intervistati il vino è tradizione, eleganza e cultura, al contrario dei superalcolici, associati a divertimento e monotonia, o della birra, dove prevale il matching con amicizia e quotidianità. “Per gli italiani il vino va oltre lo status symbol – commenta il direttore generale di Veronafiere Spa, Giovanni Mantovani –, rappresentando un tassello fondamentale della cultura tricolore, al contrario di altri Paesi consumatori. E Vinitaly è un brand riconosciuto come bandiera: tre italiani su quattro conoscono infatti la nostra manifestazione, dato che sale al Nord, per l’81%, e tra gli italiani con un alto livello di scolarità e reddito. Una notorietà del brand non fine a se stessa – continua il dg – perché Vinitaly ha l’obiettivo di parlare attraverso tutti i canali possibili, per creare un rapporto sempre più coeso tra il mondo dei produttori e quello dei consumatori. In questi anni abbiamo investito quasi cinque milioni di euro nello sviluppo digital e la nostra sarà la prima manifestazione che userà queste potenzialità”. E se è vero che il vino rosso rimane il favorito in tavola, lungo la Penisola cambiano le preferenze sulla base di vecchie e nuove abitudini al consumo e della vocazione delle diverse aree vitate. Chi beve vino rosso lo fa nella metà dei casi almeno 2-3 volte la settimana mentre per le altre tipologie il consumo è più episodico, in particolare nel fuori casa. Nelle città metropolitane, dove il tasso di penetrazione è uguale o leggermente superiore alla media italiana (91% a Napoli contro 88% in Italia) e si abbassa l’età media dei consumatori, Roma beve molto più vino bianco rispetto alla media italiana (25% vs 18%) mentre a Napoli i rossi dominano nelle preferenze e a Milano lo sparkling presenta punte di consumo ben superiori alla media, come pure i rosati nei capoluoghi meneghino e partenopeo.


AVANTI VERSO LA FAT TAX
«Nel Def la riduzione fiscale dovrà essere sicuramente inserita». L'ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando nel corso della cerimonia inaugurale del Vinitaly di Verona. «L'Italia è bella perchè è lunga, perchè è diversa, perciò l'Italia ha bisogno di autonomia. Anche sull'autonomia noi manteniamo la parola data, il primo mattone va messo entro questa benedetta primavera, perchè il Paese ha bisogno di risposte concrete».
LA REPLICA DEL M5S A SALVINI SULLA FLAT TAX
«Flat tax? Certo, noi siamo leali al contratto la Flat tax è nel contratto. Non abbiamo mai detto di non volerla, bensì abbiamo affermato che non bisogna fare facile campagna elettorale su certe misure, perché sono ambiziose e costano. D'altronde è stata la Lega a dire che costa 12 miliardi. Ribadiamo: noi siamo sempre stati leali al contratto, chi lo è stato meno è la Lega». Così il M5S replica alle parole di Matteo Salvini al Vinitaly.  «Chi ha iniziato a spingere sulla castrazione chimica è stata la Lega, chi parla di leva obbligatoria è la Lega, chi presenta una legge per la libera circolazione delle armi è la Lega. E potremmo andare avanti per molto», ricorda il M5S.

MANIFESTAZIONE SOVRANISTA
«A metà maggio a Milano faremo una grande manifestazione delle forze sovraniste dei Paesi dell'Unione Europea, in piazza Duomo». Salvini rilancia la sua ferma volontà di «cambiare l'Europa» con Marine Le Pen e gli altri leader della destra. E a chi gli ricorda che queste forze politiche, con cui la Lega stringe alleanze elettorali, siano quelle che minimizzano o negano l'Olocausto, Salvini risponde: non mi interessa il passato, siamo per la democrazia e per i diritti ma l'Europa si cambia solo con chi non l'ha governata in questi anni.

 



ARRIVA IL PREMIER CONTE
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato al Vinitaly, accolto dal ministro Gian Marco Centinaio, il presidente del Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Federico Sboarina, insieme a vertici di Veronafiere Spa Danese e Mantovani. Il premier, accolto con molto calore dal pubblico, ha iniziato un ampio giro tra i padiglioni espositivi, compreso quello del ministero delle Politiche agricole, e incontrerà Michele Emiliano, il presidente della Regione Puglia presso il cui stand è in programma un punto stampa. «Dal 1967 - ha detto Conte entrando al Salone internazionale dei vini e distillati - Vinitaly è una istituzione per il mondo del vino. Un appuntamento che sa dialogare con gli operatori professionali ma anche col grande pubblico. Qui c'è passione, c'è economia e ci sono prospettive di crescita grazie all'incremento dell'export».

CONTE E L'AUTONOMIA
«Per l'autonomia, caro presidente, questo governo ha una sola parola: si farà, ci stiamo lavorando». Lo dice il premier Giuseppe Conte nella visita allo stand del Veneto del Vinitaly, accompagnato da Luca Zaia. «Dobbiamo interloquire con il Parlamento e lo coinvolgeremo perché cede competenze e vuole partecipare in modo attivo a questo processo, non subirlo passivamente. Abbiamo preso un impegno solenne: lavoreremo per realizzare la richiesta autonomia, nel rispetto di tutti i principi costituzionali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenica 7 Aprile 2019, 12:34






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5 di 33 commenti presenti
2019-04-08 16:34:31
Avanti verso la fart tax.
2019-04-08 14:05:35
Vi ho votati nella speranza di cambiare ma mi sto ricredendo. In un anno avete: tenuti fermi 8 miliardi per il reddito di cittadinanza per darlo a chi da sempre ha poca voglia di lavorare. Andava dato di più a chi aveva perso il lavoro, con famiglia, e con un'età superiore ai 30-35 anni, con bimbi da mantenere. Oggi, parlate parlate parlate, ma le aziende non hanno soldi per assumere e nemmeno pagano meno tasse. Crete che col reddito di cittadinanza l'azienda assuma: lo sgravio contributivo riconosciuto alle imprese che assumono disoccupati potrà arrivare fino a 780 euro al mese e sarà pari alle mensilità di sussidio riconosciute al neoassunto. Ma se non ci sono ordini, se la gente non compra i prodotti italiani, se non aumenta la richiesta di beni delle aziende, nessuno sarà assunto. Anzi: saranno licenziate persone produttive, di una certa età, per assumere questi a pochi soldi. Il M5S non sa cosa significa fare impresa: va spinta l'impresa all'americana, dove si premia chi è innovativo, si riducono tasse a chi aumenta le assunzioni, e non chi fa assistenzialismo. Il M5S dovrebbe gestire i ministero senza portafoglio: state facendo danni alle aziende.
2019-04-09 11:40:41
Visione un po' qualunquista dell'economia. L'impresa americana è in grado di produrre redditi favolosi quanto povertà dilagante disinteressandosi tranquillamente dei drammi che provoca e degli esseri umani coinvolti. Ricordiamoci che nel 2008 l'America ha provocato una crisi planetaria dalla quale non siamo ancora usciti. Io preferisco sempre stare attento a chi dice di sapere come si fa.
2019-04-08 10:48:04
al momento salvini e zaia hanno partorito: lo scontento dell'ottanta per cento degli imprenditori, il condono fiscale, il condono edilizio, il reddito di cittadinanza, appianato i debiti di Roma capitale, bloccato tutti i cantieri d'Italia, mantenuto in vigore la Legge Fornero, non attivato la flat-tax, sepolto l'autonomia e relativa secessione della padania, unificato (questa è una nota di merito) l'Italia, non eliminato le accise sui carburanti, ecc. ecc.. Grandi continuate su questa strada e i voti dei creduloni sono assicurati a valanga.
2019-04-08 09:54:33
... e anche oggi l’autonomia la facciamo domani.