Vinitaly ritorna in presenza: «L'export punta a 7 miliardi»

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Angela Pederiva
Vinitaly ritorna in presenza: «L'export punta a 7 miliardi»

Un primo assaggio dopo due anni a bocca asciutta. Da domenica 17 a martedì 19 ottobre, Veronafiere ospiterà Vinitaly special edition, versione necessariamente ridotta «ma finalmente in presenza» della blasonata rassegna enologica, annunciata già all'insegna del tutto esaurito per il 10-13 aprile 2022. «Sarà il trampolino per far raggiungere al comparto enologico il traguardo dei 7 milioni di export entro l'anno, dato che ora siamo a 6,7», annuncia il direttore generale Giovanni Mantovani, presentando in Regione l'evento che nei tre giorni inaugurati dal ministro Stefano Patuanelli vedrà 400 aziende espositrici e al momento registra 3.000 operatori accreditati.

IL RINASCIMENTO

Il grande pubblico dovrà attendere l'appuntamento di primavera, ma intanto professionisti e buyer (fra cui i 150 provenienti da 35 Paesi e selezionati in collaborazione con l'Ice) potranno tornare a partecipare dal vivo a 50 degustazioni e 12 convegni. «Siamo onorati commenta il governatore Luca Zaia di ospitare il nuovo Rinascimento fieristico in un Veneto che, con i suoi 11 milioni di ettolitri e le sue 53 denominazioni, è la prima regione produttrice in Italia. La qualità c'è, ora ci vogliono i mercati». Quelli dovrebbero arrivare attraverso gli ospiti provenienti da mezzo mondo, a cominciare dalla Cina con il suo inaspettato ritorno, per continuare con gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, la Russia, la Polonia, la Germania, la Francia, la Svizzera, per citarne alcuni. «Due anni senza Vinitaly riflette il sindaco Federico Sboarina sono stati il segno economico del dramma sanitario. Ma dopo essere stati i primi a riportare le fiere in presenza, adesso dimostriamo che Verona sa anche destagionalizzare il turismo, trovando in questa edizione speciale di Vinitaly un elastico fondamentale per il rilancio dell'economia e del territorio».

LE PERDITE

Il sistema fieristico nazionale arriva da un periodo nero. «Perdite per 300 milioni a bilancio e calo di fatturato per 900 milioni sottolinea Maurizio Danese, presidente di Veronafiere e dell'Associazione esposizioni e fiere italiane per fortuna parzialmente ripianati grazie ai fondi stanziati dal Governo. Ora il ritorno al fare fiera rappresenta uno strumento fondamentale per l'internazionalizzazione delle Pmi italiane, che dalle manifestazioni business ricavano il 50% delle proprie esportazioni. Vinitaly riparte con questa significativa anteprima, continuerà a dicembre in Cina con Wine to Asia e soprattutto nel 2022, con la sua rassegna di riferimento che ha visto un incremento delle vendite all'estero di circa il 150% negli ultimi vent'anni».

LA SICUREZZA

La manifestazione occuperà tre padiglioni, nel rispetto del protocollo elaborato da Aefi, validato dalle autorità sanitarie e integrato da Veronafiere. Per questo, oltre alle attività di ricambio d'aria, sanificazione e controllo della temperatura, sono state collocate 400 telecamere per il monitoraggio degli assembramenti e sarà allestito un punto tamponi a pagamento, poiché l'ingresso avverrà con l'obbligo del Green pass. Le iniziative spazieranno dalla conoscenza di 132 etichette biologiche agli incontri d'affari proiettati anche su forum online. Novità al debutto sarà l'area mixology, dove i bartender di tendenza racconteranno prodotti e mode all'interno di laboratori dedicati alla creazione di cocktail a base di vini, liquori e distillati.
 

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