Selfie e tweet dal pronto soccorso: caccia alla dottoressa

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Redazione web
Caccia alla dottoressa che scrive tweet dall'ospedale di Verona

VERONA -  Selfie scattati  dal reparto e postati sui social, tweet con commenti e descrizioni intime sui pazienti del Pronto soccorso che si ritrovavano al centro di chat e conversazioni sui social. Una nuova bufera travolge l’ospedale di Borgo Roma e fa riemergere l'ombra di «Comandante diavolo», l’account dietro il quale si nascondeva una dottoressa, poi sospesa e denunciata. Una brutta storia che pareva dimenticata, ma oggi come allora il copione si ripete:  una dottoressa che mette in piazza su Twitter notizie riservate e diagnosi riguardanti i pazienti del pronto soccorso. L’azienda ospedaliera fa sapere che sta «facendo le verifiche ed entro la settimana avrà il quadro della situazione».  Del caso è stata interessata anche la polizia postale che ora sta dando la caccia a questa misteriosa dottoressa.  Il primo obiettivo è accertare se dietro questi nuovi tweet si celi ancora  «Comandante diavolo», la dottoressa del Pronto Soccorso che per quasi un anno, dal dicembre 2014 al settembre 2015, aveva messo on line foto di pazienti, postandole su Twitter con tanto di commenti e raggiungendo un totale di duemila tra scatti e video che ritraevano scene di ordinaria vita e lavoro in corsia.

In Procura venne presentato un esposto dal direttore generale Francesco Cobello, ma alla fine il gip dispose l’archiviazione: scagionata sotto il profilo penale, la dottoressa tornò poi in servizio e tuttora esercita al Pronto Soccorso di Borgo Roma. Ma pare che abbia ripreso a twittare, stavolta da un altro account, «Nessuna garanzia» il suo nuovo nickname, chiuso dopo il polverone di queste ore. E se nel 2015 fecero discutere i riferimenti spesso ironici di «Comandante diavolo» ai capi intimi dei pazienti, che sarebbero addirittura stati derisi sui social se particolarmente «robusti», stavolta a fare scalpore sul web sono i commenti del medico sull’appartenenza politica dei pazienti. «Adoro la pelle di pollo al forno la mattina» avrebbe infatti scritto il 25 aprile scorso la dottoressa commentando le ustioni di un paziente in arresto cardiaco con un «fascio littorio» tatuato sul petto. Per sua stessa ammissione, il medico avrebbe anche somministrato morfina a tossicodipendenti giunti al Pronto Soccorso, come twittava il 19 aprile scorso: «Si passano parola in un mondo parallelo che ha le sue regole per cui sanno per certo che se vengono da me per una roba io non rompo il c...., cioè non mi devi spiegare gli albori della medicina (…) Sono felice di essere celebre per il sostegno senza giudizio alcuno presso una popolazione di Vip, perché sempre di persone si tratta».

 

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