Truffa diamanti, banca condannata a risarcire: altro che bene rifugio

Giovedì 23 Maggio 2019
foto di repertorio
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VERONA - Il Tribunale di Verona ha condannato oggi Banco Bpm a risarcire il danno causato ad un investitore dalla compravendita di diamanti di Intermaket Diamond Business. Lo hanno reso noto gli avvocati Vincenzo e Camilla Cusumano, sottolineando che «questo provvedimento è il primo in Italia». La vicenda riguarda un investitore indotto dalla banca (ex Banco Popolare, ora Banco Bpm) ad acquistare diamanti proposti come un «bene rifugio».

«I diamanti - evidenziano i legali - erano venduti ad un prezzo circa quattro volte il reale valore e Intermarket Diamond Business, per convincere gli investitori sulla convenienza dell'operazione, provvedeva a pubblicare finte quotazioni, che poi si sono rivelate essere pagine pubblicitarie a pagamento». La sentenza del giudice Massimo Vaccari ha riconosciuto all'investitore il risarcimento completo del danno (quantificato in 32mila euro), ovvero la differenza tra il reale valore dei diamanti e il prezzo pagato. Non è stato invece riconosciuto il danno morale. 

«La sentenza - sottolineano i due legali - accerta la piena responsabilità della banca che faceva di intermediaria tra il cliente e IDB promuovendo l'acquisto di diamanti in cambio di laute commissioni». Per Vincenzo e Camilla Cusumano quella del Tribunale di Verona «è una decisione che finalmente accerta anche in sede giudiziale quello che l'Antitrust aveva già accertato con la decisione del 30 ottobre 2017, cioè che la Banco BPM era direttamente responsabile delle pratiche scorrette e decettive di vendita dei diamanti». 
Ultimo aggiornamento: 18:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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