Donna uccisa nel parcheggio delle Terme: schiacciata con l'auto. Sentito anche il marito: ieri avevano litigato

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Massimo Rossignati
Micaela Bicego e il parcheggio dove è stata trovata cadavere
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VERONA - È stata ammazzata due volte: prima colpita al capo e poi investita con un'auto mentre era riversa a terra, schiacciandole la testa. È morta così, Micaela Bicego, 47 anni, commerciante di Bussolengo nel Veronese, trovata da un turista che faceva jogging, ieri mattina alle 6,30, priva di vita nel parcheggio davanti all'ingresso delle Terme di Colà di Lazise sul Lago di Garda. La vittima è conosciutissima in paese, dove da una vita gestiva il suo negozio “Micaela Corredo Casa” all'interno della galleria del centro commerciale che sorge sulla Gardesana all'ingresso di Bussolengo.
FIGLIA UNICA
La sua era una famiglia molto amata in paese: era figlia unica di una insegnate di educazione tecnica delle scuole medie di Bussolengo, ed il padre ex bancario dipendente del Banco popolare è deceduto qualche anno fa. Subito, ieri, gli inquirenti hanno posto sotto interrogatorio il marito, Giuseppe Bonato, 60 anni, ragioniere, impiegato di VeronaFiere, anche lui originario di Bussolengo e socio con il fratello di un'impresa edile in paese. L'uomo è stato sentito per ore, assieme al figlio di 22 anni, studente universitario a Milano, dai carabinieri della Compagnia di Verona, assieme al pubblico ministero Alberto Sergi che ha condotto l'indagine. Ma ieri sera, fino a tarda ora, gli inquirenti erano ancora al lavoro e l'uomo risultava in stato di fermo nella caserma dei Carabinieri di Peschiera del Garda.
L'ALLARME
A dare l'allarme sulla scomparsa della donna era stato proprio il figlio, che ieri sera non l'aveva vista tornare nell'abitazione di Colà di Lazise dove la donna era andata ad abitare da un anno, e dove spesso il ragazzo la raggiungeva. L'aveva cercata inutilmente al telefonino e poi in auto per le strade di Lazise. Ma anche qui c'è qualcosa che non quadra: il ragazzo avrebbe dato l'allarme alle 4 del mattino e l'auto sarebbe stata registrata dalle telecamere, in zona, alle 5. Il giovane era, però, preoccupato, avrebbe spiegato ai carabinieri, e stava cercando la madre. Da qualche tempo, i rapporti tra la mamma ed il papà si erano fatti difficili, tanto che un anno fa era arrivata la decisione di separarsi: lui a Bussolengo e lei a Lazise. E l'altro giorno tra i due ci sarebbe stato l'ennesimo litigio, sembra per motivi economici legati ad un affare andato male all'uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. Per questo, ieri sono stati sentiti anche altri familiari e conoscenti della coppia. Il pm ha disposto l’autopsia sul corpo della donna, che potrebbe essere anche stata colpita prima in testa e poi investita con l'auto, anche perché nel parcheggio è stato trovato uno zainetto con all'interno una mannaia. Inoltre, sul cofano sul tetto dell'auto della donna vi sarebbero le impronte delle sue scarpe da ginnastica, come se avesse cercato di rifugiarsi sopra alla vettura. Sequestrate, intanto, le auto del marito ed anche quella del figlio a caccia di possibili tracce dei resti della vittima. E visionati i filmati delle telecamere che portano in zona per ricostruire il più possibile quanto accaduto ieri notte in quel parcheggio. Per dare definitivamente un volto all'assassino. 



  Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 16:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA