Bimba a crackers: «Scuola estranea, è stata una decisione del Comune»

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Bimba a crackers: «Scuola estranea, è stata una decisione del Comune»
MINERBE (VERONA) - «La scuola è estranea a quanto accaduto». Lo afferma all'Ansa la dirigente scolastica della scuola del veronese dove una bambina è stata costretta a mangiare tonno e crackers, invece che il normale pasto, perché i genitori non pagavano la mensa.

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Per la dott.ssa Monica Di Marcello dirigente scolastica dell'istituto primario di Minerbe la scelta del cibo è sorta «sulla base di una decisione dell'Amministrazione comunale, competente in materia, volta a tutelare coloro che regolarmente pagano i buoni pasto». Alla luce dell'accaduto la dirigente rileva che «sono state concordate con l'Amministrazione, in tempi non sospetti, soluzioni diverse per la fruizione della mensa nel prossimo anno scolastico per evitare situazioni analoghe». «In qualità di dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Minerbe voglio sottolineare - conclude Di Marcello - che questo episodio non deve mettere in discussione il lavoro quotidiano della scuola e dei suoi operatori finalizzato ad un'adesione consapevole dei valori etici, alla valorizzazione di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono le condizioni per costruire una civile convivenza fondata sui principi di solidarietà ed inclusione».
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Mercoledì 10 Aprile 2019, 13:30






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5 di 16 commenti presenti
2019-04-10 19:39:21
... siamo in campagna elettorale.. povero tonno.. magari tutti nel mondo avessero a disposizione tonno e crecker.. il meno contento sarebbe il tonno..
2019-04-10 16:13:48
Naturalmente dei bilanci comunali, al sindaco leghista (49 mil. occultati...) interessa poco. Si tratta della solita azione pensata per ringalluzzire gli ultras di professione che poi alle europee votano. Secondo il contradittorio racconto dello sceriffetto di turno, il comune aveva già offerto un aiuto economico a questa famiglia, la cui colpa principale è essere povera. La famiglia in questione però, come fanno molte famiglie in difficoltà di ogni nazionalità, probabilmente per dignità, lo ha rifiutato. A questo punto, il buon senso, un minimo di sensibilità umana, e un po meno cinismo elettoralistico, avrebbero suggerito all'amministrazione di spendere parte dell'aiuto, in mensa per la piccola, evitando di umiliare una bambina. Ma la disintegrazione sociale è la ragion d'essere della Lega per perpetuare le proprie carierine, e quindi chi se ne frega, 3-4 giorni sui giornali sono garantiti, e nell'arena il popolo applaude. Se la mensa fosse una semplice voce fra i tanti costi di una scuola, così come la luce, l'acqua, il gas, la manutenzione, i professori, ecc., nessuno si sognerebbe di escluderne dal diritto qualcuno, ma così si può fingere di ben amministrare, poi dei milioni di euro occultati non saranno certo gli ultras a chiederne conto, loro si sa, danno le spalle alla partita .....
2019-04-10 15:33:07
Con quello che costa il tonno in scatola ? Prima di indignarvi tanto .. guardate i prezzi al supermercato. I pensionati non possono permettersi il tonno a pranzo !!
2019-04-10 17:38:20
ehi se vai al discount TETEZCO il tonno costa 2 conchiglie e 4 perline ... che poi ci sia tonno nella scatola e' un'altra storia
2019-04-11 02:36:02
Il tonno in scatola è diventato un lusso in questa povera Italia in ginocchio. Altro che discriminazione. Sveglia ragazzi .. Sveglia !!!