La rinascita di Melegatti: a Pasqua vendute un milione e mezzo di colombe

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La rinascita di Melegatti: a Pasqua vendute un milione e mezzo di colombe
VERONA - Un milione e mezzo di colombe prodotte e vendute. La Melegatti, storica azienda veronese che ha rischiato il fallimento e a novembre scorso è stata salvata dagli imprenditori Spezzapria,  ha centrato a Pasqua l'obiettivo. Lo annuncia il presidente della Melegatti 1894, Giacomo Spezzapria:  «La Pasqua è andata secondo quanto ci eravamo prefissati: un milione di colombe prodotte con il lievito madre, che ha più di 100 anni, nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto (Verona). Colombe che sono state vendute sul territorio nazionale, da nord a sud, in maniera uniforme» dice. Il presidente sottolinea l'importanza di aver riaperto la fabbrica da un punto di vista produttivo in occasione di Pasqua. 

«Abbiamo rimesso in piedi tutti gli impianti - dice  - e questa è la prima vera produzione. Si tratta di una prima pietra angolare, il progetto sta andando secondo le previsioni, grazie anche ai nuovi prodotti messi in commercio che hanno un'impronta più salutistica. Tra tutti la colomba ai cereali antichi». Oggi l'azienda impiega 50 persone, 45 delle quali appartengono alla precedente gestione, a livello stagionale arriva a impiegare 160 operai.

L'imprenditore, anche se soddisfatto dai primi risultati, guarda avanti alla prossima stagione, alla campagna di Natale. «Ci vogliamo adeguare alle nuove esigenze del mercato - spiega - mantenendo alta la qualità a base di ingredienti italiani, anche a discapito dei numeri e a beneficio dei consumatori. Inoltre, stiamo lavorando per ottenere un packaging riciclabile al 100% grazie alla sinergia che possiamo sviluppare con la nostra azienda di imballaggi alimentari, la Eriplast». 
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Mercoledì 24 Aprile 2019, 21:01






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5 di 17 commenti presenti
2019-04-25 17:54:40
Se questa pubblicità dserve a a dare lavoro a chi ormai l'aveva perso, va bene così. Chiamiamola pure pubblicità progresso.
2019-04-25 20:14:58
Più che altro - a parte le ovvie e logiche apprensioni per la perdita del lavoro - questi lavoratori avevano manifestato un attaccamento notevolissimo alla loro azienda, a quello che facevano e a come lo facevano. Credo che questo alla fine li abbia premiati, attirando su di loro l'attenzione di chi i quattrini da investire li aveva, pur appartenendo ad un diversissimo ambiente imprenditoriale. Chi non è giovane, sa cosa significhi poi quel marchio, e l'importanza anche affettiva, di storico personale che riveste. Io ricordo lontane povertà infantili. E un mondo "dolciario e natalizio" che attorno al loro pandoro ruotava. Addentandone una fetta, è sempre un viaggio nella memoria.
2019-04-25 17:21:16
Pubblicita' gratuita. O no?
2019-04-25 18:06:55
è una bella storia con un buon fine (al momento) visto che stavano per chiudere e lasciare a casa tutti. Penso poi che colombe e pandori a breve non ne venderanno molti quindi tutta sta pubblicità di cui parli...
2019-04-26 12:27:10
@stefano: Sono CENTINAIA le aziende nella stessa condizione. Quindi?