Manodopera in nero e caporalato, blitz della Guardia di finanza nelle aziende veronesi

Venerdì 8 Ottobre 2021
Lavoro nero in agricoltura
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VERONA - Decine di lavoratori in nero o irregolari sono stati scoperti dalla guardia di Finanza di Verona che ha controllato diverse realtà imprenditoriali operanti principalmente nei settori dell'agricoltura, delle confezioni tessili e della ristorazione. I finanzieri di Legnago (Verona), in un caso hanno appurato che i datori di lavoro reclutavano manodopera (per lo più di origine extracomunitaria) allo scopo di impiegarla anche presso terzi soggetti in condizioni di vero e proprio sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, costretti talvolta a lavorare anche 12 ore al giorno, sette giorni su sette, in luoghi di lavoro sprovvisti di servizi igienici e con pressante sorveglianza per ottenere maggiori rendimenti. E la paga oraria era ben lontana dai minimi salariali.

Vere e proprie forme di «caporalato», ora al vaglio dell'Autorità Giudiziaria. I finanzieri di Soave hanno identificato manodopera in nero o irregolare nel settore vitivinicolo, in concomitanza con la recente vendemmia). Inoltre, in un parco termale - gestito da un'azienda con sede in altra regione - è stato riscontrato che il 50% degli addetti ai servizi di ristorazione erano impiegati completamente «in nero». Dall'inizio dell'anno i controlli della Guardia di Finanza nel il territorio veronese hanno permesso di individuare 400 persone impiegate in violazione della normativa sul lavoro (210 lavoratori «in nero» e 190 lavoratori irregolari), di sanzionare 17 datori di lavoro e denunciare tre imprenditori per caporalato. 

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