La mafia mira al settore del turismo: il Lago di Garda fa gola alle cosche

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La mafia mira al settore del turismo  Il Lago di Garda fa gola alle cosche
I settori del turismo e del divertimento sono i nuovi regni della presenza mafiosa in Lombardia, e proprio il Lago di Garda - che bagna Lombardia (provincia di Brescia), Veneto (provincia di Verona) Trentino-Alto Adige (provincia di Trento) - rientra negli interessi delle cosche mafiose che hanno il preciso intento di espandersi nel settore del turismo. Dopo l'edilizia, il commercio e la sanità, la mafia sta cercando di espandersi in nuovi settori economici in Lombardia. Secondo il report "Il monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia" dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Polis Lombardia, dal quadro delle attività a maggior infiltrazione mafiosa spiccano l'emergenza della gestione dei rifiuti e degli incendi di discariche, l'acquisto di appartamenti per l'offerta turistica, la gestione delle farmacie per lo smercio delle nuove droghe sintetiche e l'infiltrazione nella sanità pubblica e privata. Oltre ai settori legati all'economia legale, gli interessi delle organizzazioni mafiose si concentrano anche sui flussi economici tipici dell'economia illegale, come l'usura e l'estorsione, lo sfruttamento della prostituzione dove emergono anche rappresentanti di organizzazioni criminali straniere. 

Il rapporto è stato presentato oggi a Palazzo Pirelli a Milano a un promosso dalla commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità del Consiglio regionale della Lombardia, presieduta da Monica Forte. Sono intervenuti gli studiosi dell'Università Statale di Milano, Federica Cabras, Mattia Maestri e Roberto Nicolini coordinati dal professor Nando Dalla Chiesa, che hanno delineato uno scenario in movimento. «Dal quadro emerso abbiamo la consapevolezza che la commissione ha ancora molto da fare -ha dichiarato Forte (M5S)- ma abbiamo anche gli strumenti per capire come contrastare la sua diffusione, iniziando da una maggiore consapevolezza delle dimensioni del fenomeno. Parlarne non significa sminuire l'immagine internazionale della Lombardia, ma significa comprendere che c'è un problema da affrontare».

Per quanto riguarda le zone della Lombardia i fenomeni di carattere mafioso più marcato Dalla Chiesa ha evidenziato le zone sud orientali della regione per lo sfruttamento della prostituzione nei centri massaggi e del lavoro nero nel settore tessile, Milano e il Lago di Garda per quanto riguarda infiltrazioni nel settore del turismo e del divertimento e i boschi delle zone prealpine dove si sono creati dei fortini della droga. Il vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Carlo Borghetti (Pd), ha sottolineato l'importanza della conoscenza. «Senza la conoscenza esatta delle dimensioni del fenomeno non si può capire e sconfiggere la mafia», ha dichiarato Borghetti. «Il Consiglio regionale, già dalla scorsa legislatura, promuove e sostiene tutte le attività e tutti quelli che s'impegnano nel nome della legalità». Fulvio Matone, direttore generale Polis Lombardia, Renato Saccone, prefetto di Milano, e l'assessore regionale Riccardo De Corato hanno concordato sulle necessità di un'alleanza istituzionale che dia sicurezza e fiducia alla cittadinanza.
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Martedì 19 Marzo 2019, 17:18






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