Nel Garda scaricati 350 metri cubi al secondo di acqua dall'Adige. Verona salva, ma lago pieno di fango

Venerdì 2 Novembre 2018
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VERONA - È stato richiuso, da ieri sera, lo scolmatore Adige-Garda che dalla mezzanotte di martedì scorso e fino a giovedì ha scaricato nel più grande lago italiano 350 metri cubi al secondo di acqua dell'Adige, salvando Verona dall'esondazione. Lo ha reso noto la "Comunità del Garda", con sede a Gardone (Brescia).

La galleria-scolmatore di Torbole (Trento), era stata utilizzata l'ultima volta 18 anni fa. Una misura '"pagata" a caro prezzo però dal Garda, perché nel bacino sono finiti migliaia di metri cubi di fanghiglia e detriti del fiume, che hanno coperto con enormi chiazze marroni le acque azzurre del Garda. «Di fronte al pericolo di allagare Verona e creare problemi di sicurezza a persone e cose, il Garda - spiega in una nota la "Comunità" - si è accollato il sacrificio di "ospitare" per alcune ore le acque dell'Adige. Una misura eccezionale che confidiamo non comprometterà la qualità delle acque del lago».

AGGIORNAMENTO ORE 15.30 - MACCHIA DETRITI  IN DISSOLVIMENTO

«La chiazza avvistata a Torbole e che poi è stata sospinta dal vento è lo scotto che il lago di Garda ha pagato per salvare Verona ed evitare l'esondazione dell'Adige. Ma non c'è nessun allarme». Lo ha detto il sindaco di Garda, e deputato di Forza Italia, Davide Bendinelli, riferito all'allerta lanciata per le condizioni delle acque del più grande lago italiano. «La galleria del Garda che ha riversato le acque dell'Adige - ha precisato Bendinelli - è stata chiusa ancora nel primo pomeriggio di martedì 30 ottobre, quando l'emergenza-inondazione è rientrata. Il fango e i detriti scaricati dal fiume nelle acque del lago sono una conseguenza fisiologica, ma già oggi la macchia è in dissolvimento». Ultimo aggiornamento: 16:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA