Jet precipita a Lecco, Dave è morto, il veronese Giampaolo si è salvato. Errore umano o guasto?

Giovedì 17 Marzo 2022 di Giuseppe Scarpa
Jet militare precipita a Lecco, Dave Ashley è morto, Giampaolo Goattin si è salvato. Errore umano o guasto?

Il fumo denso sale dal monte Legnone, la cima più alta della provincia di Lecco, nel frattempo si vedono due uomini che scendono oscillando con i paracadute bianchi e arancione. Si sono appena lanciati da un aereo da guerra con i seggiolini eiettabili. Sono i piloti dell'Aermacchi M-346 . Sono le 11.40 di mercoledì. Il boato squarcia la montagne. In molti, con i cellulari in mano, riprendono la nuvola di fumo sulle pendici scoscese e chiazzate di neve. La macchina dei soccorsi si attiva subito. L'epilogo non è dei migliori. Giampaolo Goattin, veronese di 53 anni, test pilot alla Leonardo company ha riportato alcune fratture, ma non è in pericolo di vita. Il suo collega, l'inglese è Dave Ashley, classe 1972, è già morto quando i sanitari lo ritrovano. Il suo corpo è recuperato in fondo ad un canalone. Entrambi sono riusciti ad azionare i comandi del seggiolino eiattabile Martin Baker di ultima generazione, in grado di funzionare in tempi rapidissimi anche con l'aereo fermo sulla pista (zero-zero, velocità zero, altezza zero): rostri metallici permettono di sfondare la cupola nel caso il pilota non sia riuscito a farla sganciare in tempo. 


Per capire cosa sia accaduto, dare una risposta alla domanda - è stato compiuto un errore umano oppure si è trattato di un guasto mezzo - sono state aperte due inchieste dalla Procura e da Leonardo. La multinazionale italiana specializzata in aerospazio, difesa e sicurezza, a cui appartiene il mezzo, e che stava addestrando un pilota inglese a condurre il jet. La scatola nera sarà decisiva per ricostruire le cause e la dinamica.


L'IMPATTO
L'aereo, un Aermacchi M-346 della Leonardo, era partito dalla base di Venegono (Varese) alle 11.00. Il jet stava facendo un volo in uno spazio aereo militare dedicato, nella parte superiore dell'alto lago di Como. Non era la prima volta che compiva quei tragitti. Il mezzo compare sui siti di tracciamento alle 11.16, a Sud-Ovest di Como. Tira dritto verso il lago e le vette della zona virando, quando si trova tra Morbegno e Sondrio sette minuti dopo muovendosi a 7.300 metri di altitudine e a una velocità di 222 chilometri orari. Qui nell'area inizia a effettuare una serie di giri tra il lago e le montagne per poco più di un quarto d'ora. È in questa zona o meglio: tra le cime che verso le 11.40 e 30 secondi l'aereo fa perdere le sue tracce radar. Si è schiantato.


ADDESTRAMENTO
Il volo era di addestramento. Goattin stava insegnando al collega inglese l'impiego del velivolo. Ashley, a sua volta, avrebbe dovuto addestrare in Patria altri militari all'uso dell'M-346. È questo, infatti, un jet impiegato per l'addestramento avanzato dei piloti militari: un aereo versatile, progettato per offrire un'ampia capacità di formazione e già in servizio con le forze aeree di Italia, Singapore, Israele e Polonia.


L'M-346 è un velivolo bimotore e biposto, con comandi di volo e avionica completamente digitali, dotato di tecnologia tale da consentirgli di operare in completa autonomia. Il sistema di addestramento è all'avanguardia: si tratta di un sistema integrato di bordo che consente all'aereo di emulare sensori, armamenti e permette ai piloti di operare sia in modalità live (volo reale) che virtual (i vari tipi di simulatori).


L'AEREO E IL PILOTA
Le caratteristiche complessive dell'M-346 offrono condizioni di volo comparabili a quelle degli aerei da combattimento di ultima generazione, come l'Eurofighter o l'F-35 e «questo - sottolinea Leonardo - massimizza l'efficacia addestrativa».
Il display è integrato nel casco e la cabina di pilotaggio compatibile con vari dispositivi: visione notturna, comandi vocali, sonda per il rifornimento in volo. L'M-346 può ricoprire i ruoli di «aggressor», per le esercitazioni, e di «companion», per mantenere un adeguato livello di prontezza operativa dei piloti da combattimento, «garantendo alle forze aeree - sottolinea ancora la società produttrice - massima efficienza, efficacia, flessibilità operativa e capacità di addestramento». Un aereo che può raggiungere una velocità massima in volo di 1,093 km/h. Lo stesso Goattin è considerato un top gun. Ha al suo attivo più di 3.500 ore di volo su diversi tipi di aeromobile tanto che nel 2001 aveva ricevuto il prestigioso riconoscimento Flight commander of the year in America. Proprio negli States è stato istruttore di velivoli F-16 presso il 56esimo Stormo della Luke Air Force Base, in Arizona. Adesso gli inquirenti dovranno capire cosa è accaduto. Errore umano o difetto del mezzo?

Video

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci