Imprenditore legato alle cosche: sequestrati 16 immobili e 100 automezzi

Martedì 28 Settembre 2021
Imprenditore legato alle cosche: sequestrati 16 immobili e 100 automezzi

VERONA - La Guardia di Finanza di Verona ha sequestrato in queste ore un consistente patrimonio immobiliare riconducibile a un imprenditore reggino da tempo stabilitosi e operante nella provincia di Verona, già arrestato in passato per associazione mafiosa. Il valore complessivo dei beni, dei quali fanno parte, tra gli altri, sedici fabbricati e un terreno ubicati tra i comuni veronesi di Nogarole Rocca e Villafranca di Verona, a cui si aggiungono più di un centinaio di automezzi, è quantificato in oltre 2,8 milioni di euro. 

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sono impegnati, in particolare, nel dare esecuzione a una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del Pm Calogero Gaetano Paci della Dda reggina, nei riguardi di un imprenditore, operante nel settore della logistica, nei cui confronti è stato disposto il sequestro del patrimonio allo stesso riconducibile anche per il tramite dei familiari.

Tra i beni oggetto di sequestro vi sono nove appartamenti, tre garage, due magazzini, due uffici, un terreno e un'autovettura - del valore di circa 1 milione e 20 mila euro, oltre al 100% delle quote (del valore nominale di 70mila euro) di una società a responsabilità limitata, avente sede legale nella provincia di Reggio Calabria ed esercente il commercio di autoveicoli, nonché l'intero compendio aziendale valutato in oltre 1,6 milioni di euro, del quale fanno parte, come detto, oltre cento veicoli per il trasporto e la movimentazione di merci. 

 Nell'ambito delle stesse operazioni i Finanzieri del Comando Provinciale di Verona stanno altresì sequestrando le somme di denaro depositate su conti correnti bancari intestati all'uomo e ai suoi stretti congiunti. L'imprenditore è risultato ato coinvolto - poiché ritenuto affiliato alla cosca "Pesce" di Rosarno - nell'operazione Porto Franco, eseguita nel 2014 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di tale «locale» di 'ndrangheta, operante principalmente nella piana di Gioia Tauro. Le indagini dell'epoca rivelarono, più in particolare, il ruolo attivo che egli avrebbe svolto nell'ambito di un'insidiosa frode fiscale commessa tramite alcune società cooperative, appositamente costituite per consentire alle aziende di trasporto riconducibili al clan di evadere le imposte e gli oneri previdenziali per decine di migliaia di euro.

Ultimo aggiornamento: 13:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA