Cervelli in fuga: «Incarico di ricercatore in Cina, qui non mi danno neanche i banconi»

Cervelli in fuga: «Incarico di ricercatore in Cina, qui non mi danno neanche i banconi»
VERONA - Maurizio Battino, ricercatore di Verona e docente di Biochimica all'Università Politecnica delle Marche, per quattro anni consecutivi nella classifica delle menti più brillanti del pianeta secondo Thomson Reuters/Clarivate Analytics, è stato scelto dalla prestigiosa Jiangsu University, in Cina, per coordinare un gruppo di ricerca all'avanguardia sulla scienza alimentare.

Si tratta del secondo incarico internazionale per il ricercatore veronese, dopo quello ottenuto dall'università spagnola di Vigo, in Galizia, che nel 2018 lo aveva nominato alla guida di un team di studio sul ruolo e le proprietà degli alimenti. «Sono particolarmente onorato - ha commentato Battino - per questa nuova nomina che conferma l'importanza del lavoro svolto sinora e che voglio condividere con il gruppo di giovani e straordinari ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche. Un lavoro che continua ad essere premiato all'estero, dove tantissime università stanno facendo una vera e propria campagna acquisti per reclutare le eccellenze della ricerca mondiale e scalare così le più accreditate graduatorie internazionali, tra le quali l'autorevole ranking di Shanghai».

«Purtroppo - ha aggiunto - la stessa politica non viene adottata dagli atenei italiani, particolarmente restii a mettere a disposizione risorse. Qui non riesco ad ottenere nemmeno i banconi per il laboratorio per i quali, dopo quattro anni di vuote promesse ed inutili attese, sono costretto a provvedere personalmente con i miei fondi di ricerca».
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Martedì 1 Ottobre 2019, 15:42






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5 di 8 commenti presenti
2019-10-02 10:21:12
Molto bene.
2019-10-02 09:00:24
Però i soldi per gli immigrati si trovano sempre, quando leggo queste notizie mi vergogno di essere italiano
2019-10-02 07:24:05
In tutti i paesi civili le risorse per la ricerca vengono dallo Stato (e in gran parte dai militari, orrore) o dai privati. A parte i filantropi americani (che fanno donazioni ANCHE per scaricare enormi cifre dalle tasse: in italiano loro si fanno "belli" drenando enormi cifre, che altrimenti sarebbero finite a vantaggio di TUTTI nella fiscalita' generale, a enti e associazioni "amiche" che decidono loro) i privati che vogliono finanziare una ricerca lo fanno, nel 99,99% dei casi con l'idea di guadagnarci sopra. In tutti i paesi civili c'e' uno stretto legame tra industria e ricerca: l'industria ha degli obiettivi e sovvenziona qualcuno esterno per conseguirli, risparmiando un mucchio di soldi in strutture accessorie (laboratori, personale di sostegno, etc, pur avendo spesso dei centri di ricerca interni). In italia questo legame e' debolissimo. La baronia universitaria lo ha sempre osteggiato. Da un lato per motivi ideologici (si deve fare "scienza" pura, mica profitto, eggia') ma soprattutto perche' i soldi andrebbero SOLO ai migliori, a quelli che fanno una scienza reale, utile, con vere scoperte, non chi sta attaccato a una cattedra universitaria fino a 70 e passa anni, campando di reddita, ovvero delle ricerche dei propri "allievi". NON e' che il governo cinese "compra banconi" perche' in Cina amano smodatamente la kultura. E' perche' spera che quei banconi servano a un progetto che poi facciano moltiplicare per 10, per 100, per 1.000 l'investimento fatto. italia
2019-10-02 20:09:47
Tutto giusto. A parte i menzionati "motivi ideologici" che non esistono, il tuo riassunto è perfetto.
2019-10-02 06:54:35
Qualcuno che c'e'andato..parla di rubinetti di case moderne e luccicanti da cui esce acqua sporca brunastra, aria di citta' pesante , smog..per cui cosa si vuole poi ricercare nell'alimentazione se i due ingredienti principali della vita sono scadenti?