Tragedia sfiorata a Peschiera: ciclisti travolti dal Suv in ospedale, sono i compagni di Sagan

Sabato 16 Gennaio 2021
Tragedia sfiorata a Peschiera: ciclisti travolti dal Suv in ospedale, sono i compagni di Sagan

Brutto incidente ieri sul Lago di Garda, dove il team Bora-hansgrohe sta svolgendo un ritiro pre-season. Alcuni dei compagni di squadra di Peter Sagan sono stati investiti da un suv che  non avrebbe rispettato la precedenza. 

I fatti sono avvenuti a Peschiera del Garda, dove la squadra ha svolto l’ultimo allenamento prima di partire per le Canarie. Tra i corridori investiti, i nomi più importanti sono quelli di Wilco Kelderman, sul podio del Giro d’Italia 2020, e Maximilian Schachmann. Quest’ultimo, tra l’altro, aveva  già subito un brutto incidente al Lombardia, lo scorso agosto, riportando la frattura della clavicola. 

A spiegare l’incidente sono le dichiarazioni di Ide Schelling, che era nel gruppo dei corridori investiti ,ma era rientrato prima in hotel, a differenza dei suoi compagni che hanno fatto mezz’ora in più: «C'è stato un grave incidente contro una macchina: tutti i ciclisti sono caduti. Oggi avevo un angelo custode sulle spalle, che mi ha spinto a non unirmi al gruppo per pedalare una mezz'ora in più». 

I corridori investiti sono tutti coscienti, ma ricoverati con diverse fratture.

Le reazioni

Ospitare una squadra professionistica all'inizio della sua preparazione nell'anno della pandemia covid19 è un atto di intraprendenza e di coraggio, non una colpa. Lo scontro avvenuto sabato, ci rammarica molto perchè giunto come un macigno al termine di dieci giorni in cui gli sforzi e l'attenzione per garantire le migliori condizioni di allenamento sono stati la nostra priorità assoluta. L'incidente, come riportato dal team e ripreso immediatamente dalla stampa sportiva di tutto il mondo, è stato causato da un Suv che non ha rispettato uno stop ed è piombato di fronte al gruppo Bora che aveva scelto di prolungare di mezz’ora l’allenamento non fermandosi in hotel come aveva già fatto una parte dei corridori.

“Abbiamo preso la decisone di chiudere l'hotel al pubblico - spiega Nicola Verdolin cofondatore di Bici Amore Mio e titolare del Garda Bike Hotel che ha ospitato la Bora – per poter garantire a Sagan e a tutta la sua squadra le migliori condizioni per il loro primo ritiro della stagione. Sappiamo bene quanto sia fondamentale garantire una bolla di sicurezza di questi tempi, in hotel il morale era alto e si percepiva una bella atmosfera sia tra i corridori sia tra i tecnici. Tutto questo costa impegno e dedizione, rischiare di vedere tutto compromesso per una distrazione altrui è frustrante, senza considerare che stavamo lavorando per ospitare questo ritiro dal mese di luglio 2020”. “Bici Amore Mio - prosegue Verdolin - è sempre stata alla ricerca delle strade più belle e più sicure su cui pedalare, ancor prima che si cavalcasse l'onda del turismo in bicicletta. I cicloturisti stranieri scelgono da anni le nostre destinazioni proprio perchè l'Italia è considerata all'estero un'isola felice apprezzata ed ambita, una meta sicura dove pedalare e godere di tutto ciò di genuino che il terriorio sa offrire. In una stagione come questa, in cui il turismo italiano è in ginocchio, un episodio così grave dovrebbe far riflettere tutti”.

Rispetto reciproco sulle strade, più attenzione alla guida, consapevolezza della vulnerabilità del ciclista rispetto alle auto e norme di tutela dei ciclisti è quello che ci sentiamo di chiedere alle istituzioni ma anche agli automobilsti, l'Italia deve diventare subito un Paese ciclabile per tutti. 

Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 19:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA