Aritmia, radiazioni per salvare il cuore: la cura innovativa a Verona

Domenica 19 Luglio 2020
Foto di Hermes Manuel Cortés Meza da Pixabay

Radiazioni per salvare il cuore. È l'approccio innovativo per il trattamento delle aritmie più gravi sperimentato con ottimi risultati all'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), dove nei giorni scorsi il terzo paziente è stato sottoposto a una radioterapia finora utilizzata solo in ambito oncologico per restituire il giusto ritmo al cuore.

Il Don Calabria con tre casi trattati da marzo scorso è il primo centro in Italia per numero di interventi con la nuova tecnologia, che unisce radioterapia oncologica e cardiologia ed è l'unico a impiegare un metodo non invasivo anche per la diagnosi, grazie a uno speciale corpetto ricoperto da 114 elettrodi, che sostituisce l'elettrocardiogramma, e identifica con precisione millimetrica l'area da trattare.

In Italia sono circa 750, su un totale di 15.000, i pazienti con cardiopatia grave che portano un defibrillatore e che vanno incontro a 'tempeste aritmichè, ovvero numerosi episodi ravvicinati di tachicardia che richiedono lo shock del defibrillatore. Per risolvere queste aritmie gravi che non rispondono ai farmaci e ad altre terapie, una nuova speranza arriva da una tecnica non invasiva che applica alla cardiologia la radioterapia oncologica. Una radiazione ionizzante 'fulminà cioè la zona di tessuto cardiaco dove nascono le aritmie più gravi, restituendo al cuore il giusto ritmo. L'intervento non richiede ricovero, dura soltanto pochi minuti, non tocca le cellule sane e crea una cicatrice omogenea che impedisce il formarsi del ritmo anomalo.

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