Ucciso con due colpi di pistola, il parente di Ale compare al Vinitaly: «Ma non so nulla»

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Ucciso con due colpi di pistola, il parente di Ale compare al Vinitaly: «Ma non so nulla»

di Alessandra Di Filippo

Per quasi un mese e mezzo è stato l'uomo del mistero del caso di Alessandro Neri, il ragazzo 28enne di Spoltore trovato ucciso, l'8 marzo, con due colpi di pistola a fosso Vallelunga. Tirato in ballo, nei primissimi giorni dopo il delitto, dalla zia Laura Lamaletto, madre di Alessandro, per dissidi legati ad interessi familiari. E in particolare alla gestione dell'azienda vitivinicola “Il Feuduccio” di Orsogna, da lui presa in mano nel 2015, dopo l'estromissione di Alessandro e la mamma. Per settimane, non si è parlato che di lui, di cui nel frattempo sembravano essersi perse le tracce. Poi si è scoperto che era negli Stati Uniti. Ma a creare altri sospetti e dubbi, la sua partenza il giorno prima della scomparsa e forse morte del cugino. Racconti e coincidenze che hanno portato gli inquirenti a richiedere il sequestro di due auto a lui in uso: una Audi e una Mercedes, poi sottoposte alle analisi dei carabinieri del Ris. Ed ancora a far ispezionare in lungo e largo il suo appartamento di via Mazzini a Pescara, situato – altra coincidenza - a poche decine di metri dal luogo del ritrovamento della Fiat rossa 500 di Alessandro, e della villa di Orsogna della famiglia.

In tutti i casi, non è mai stato trovato nulla riconducibile alla morte del ragazzo. Niente di niente. Ieri Gaetano Lamaletto Junior è ricomparso e lo ha fatto, come era prevedibile, in occasione del Vinitaly in corso a Verona, dove vi è uno stand dedicato al suo “Il Feuduccio”. E' apparso visibilmente provato da tutta questa vicenda. «Ero molto legato a mio cugino – ha sottolineato - quindi sono ancora sotto shock per la sua morte. Mio padre è il fratello di sua madre, è una vicenda dolorosa per la mia famiglia. Su quello che è successo non posso rilasciare nessuna dichiarazione perché c’è un’inchiesta in corso». Nessuna risposta neanche sul perché sia ritornato solo ora né sulle perquisizioni effettuare sulle vetture della famiglia. «Io vivo tra l’Italia e il Venezuela - ha concluso Gaetano Junior - da poco mi occupo del business del vino».

Fra gli stand del Vinitaly è stato notato anche il padre Camillo, da parte sua però nessuna parola. Nei prossimi giorni, Gaetano sarà ascoltato dai carabinieri del nucleo operativo e investigativo che si occupano della vicenda per chiarire proprio le varie questioni familiari, i contrasti di cui più volte ha parlato la zia Laura. Contrasti mai sopiti. “Il Vinitaly 2018 apre le sue porte e la Cantina di famiglia brinda. Salute!” E' stato ieri l'ultimo commento della donna su facebook, che ogni giorno proprio sul social network invoca verità. Per arrivare a questa verità, gli investigatori stanno battendo più piste perché molteplici erano gli affari di Alessandro. Da tutti descritto come un ragazzo tranquillo, ma di fatto con una vita parecchio movimentata. Affari leciti quindi, ma anche illeciti. Legami con personaggi della criminalità locale che hanno generato in questa vicenda molta omertà e paura e che di conseguenza rendono le indagini ancora più difficoltose. Fra le varie piste, su cui si stanno concentrando le attenzioni, quella legata a presunti prestiti di denaro o ancora a giri di auto rubate, lui che ufficialmente si occupava della compravendita di vetture nelle aste giudiziarie. Più interessi, dunque, su cui si sta scavando. Accertamenti particolari sono stati effettuati sui telefonini sequestrati a casa sua. Indagini fra l'altro non facili dal momento che usava cambiare spesso numeri e schede telefoniche.
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Martedì 17 Aprile 2018, 09:29






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